25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
L’allarme del vicedirettore generale di via Nazionale

La notte prima degli esami della Banca d’Italia

Per Salvatore Rossi le università italiane preparano giovani inadeguati ad una economia moderna. E le imprese non sanno riconoscere la differenza fra chi si è laureato ad Harvard e chi si è guadagnato il pezzo di carta in un piccolo ateneo del nostro Sud

ROMA - Ogni anno si ripete il rito dei giorni della maturità. Se non ci fosse questa ricorrente passerella puntualmente infiorettata di intervistine televisive a maturandi sgrammaticati e alla soglia di una crisi da panico potremmo dire che dei giovani del nostro Paese sappiamo poco o nulla. Salvo il fatto che di questi tempi va di moda, fra i politici, evocarli come fantasmi richiamati dalla tomba, per coprire o giustificare qualche loro magheggio.

IL GAP FRA GIOVANI E POTERE - Poi vengono i giorni della maturità e il gap fra i palazzi del potere e i giovani in carne e ossa viene annullato da batticuori, spiate sui temi, ricordi di vecchi teatranti della politica, scene mute e cellulari nascosti nelle mutande. Tutto nella convinzione che quello sia il momento magico della vita dei giovani. Con la malcelata certezza che la maturità sia ancora la porta dalla quale passare per accedere al futuro.
Domandarsi che cosa si intenda per futuro e come sia stato preparato il passato? Nemmeno a parlarne, non è previsto delle celebrazioni per la maturità.
Chiedersi a cosa serva far dannare i ragazzi sulla grammatica greca?
Giammai, si rischia di disturbare i dolci ricordi di tromboni che devono propinarci il racconto di sgobbate notturne sull’aoristo futuro.

STUDENTI A CORTO DI INFORMATICA - Vogliamo spendere due parole sull’informatica? A che scopo? E’ roba da tecnici, bisogna starne lontani nei giorni in cui va spaccato il capello su romanticismo e decadentismo.
Fortunatamente in questo Paese c’ è però qualche anima buona che, a costo di passare per un disturbatore della notte prima degli esami, fa suonare senza preavviso una campana.
Ieri è toccato a Salvatore Rossi, vicedirettore generale della Banca d’Italia.
Vale la pena di riportare fedelmente le sue parole: «si è creato un circolo vizioso tra offerta e domanda: le università italiane non producono capitale umano adeguato a un'economia moderna e avanzata, le imprese che dovrebbero domandarlo non sono in realtà quasi mai attrezzate a riconoscerne i diversi gradi di qualità e ad assegnare loro il prezzo giusto, spesso perchè troppo piccole», afferma Rossi.

UNA FORMAZIONE INADEGUATA ALLA MODERNITA’ - Tradotto in poche parole vuol dire che stiamo formando i nostri giovani (dalle medie all’Università) per un mondo che non c’è più e quindi stiamo mandando al macello loro e l’Italia futura.

LA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI E’ UNA FICTION - In un altro Paese basterebbe un richiamo tanto autorevole quanto preoccupato a sollevare una discussione in grado di coinvolgere responsabili di ogni ordine e grado. Da noi sarà l’ennesimo grido di allarme destinato a cadere nel buco nero dei richiami ad audio spenta.
Gentile signor Rossi la sua sveglia ha rischiato di disturbare il sonno agitato della notte prima degli esami. Un’altra volta sia più accorto, per favore.