19 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Progetto «Energia: diritti a viva voce»

2 famiglie su 10 sul mercato libero dell'elettricità

2,8 milioni di piccole e medie imprese che hanno cambiato venditore. Solo nell'ultimo anno sono passate al mercato libero oltre 1 milione e mezzo di famiglie, circa il 5% e 200mila pmi, circa il 2% del totale

ROMA - Sono oltre 5,6 milioni, due su 10, le famiglie italiane che per l'elettricità hanno scelto il mercato libero da luglio 2007, data di apertura del mercato domestico alla concorrenza. Le piccole e medie imprese ad aver cambiato venditore sono invece 2,8 milioni. Solo nell'ultimo anno sono passate al mercato libero oltre 1 milione e mezzo di famiglie, circa il 5% e 200mila pmi, circa il 2% del totale.

PROGETTO «ENERGIA: DIRITTI A VIVA VOCE» - Queste le cifre rese note dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas in occasione della conferenza stampa con il Consiglio nazionale dei consumatori e il ministero dello Sviluppo economico per illustrare il progetto «Energia: diritti a viva voce».
Il progetto è stato promosso dal ministero, realizzato da 17 associazioni dei consumatori e finanziato con le sanzioni dell'Autorità per l'energia. Al numero verde agli sportelli attivati per il progetto sono arrivate oltre 25mila richieste di assistenza.
Infatti, grazie al progetto emerge che c'è ancora una crescente richiesta di trasparenza e di informazioni attendibili da parte dei consumatori.

5MILA RECLAMI SU CONTRATTI NON RICHIESTI - Sono circa 5mila le segnalazioni arrivate allo sportello consumatori dell'Autorità dell'energia per i cosiddetti contratti non richiesti. Questa la cifra fornita dal presidente dell'Autorità per l'energia, Guido Bortoni, in occasione della conferenza stampa per il progetto «Energia: diritti a viva voce». Il presidente ha spiegato tuttavia che sarà solo dal primo giugno «che si potrà fotografare» la situazione dei contratti non richiesti grazie alle misure dell'Autorità all'energia che prevedono interventi di prevenzione, obblighi di verifica da parte dei venditori e nel codice di condotta commerciale.
«Faremo anche un'operazione sulla reputazione delle aziende - ha detto Bortoni - con la pubblicazione della lista nera delle società con il maggior numero di contratti non richiesti».
Bortoni ha infatti chiarito che nelle 5 mila segnalazioni finora arrivate rientrano anche altre fattispecie come i ripensamenti tardivi. Ma dal primo giugno grazie alle norme dell'Autorità sarà possibile fare una sorta di 'standardizzazione' del contratto non richiesto così da renderne più facile l'individuazione.