15 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Intervista al presidente del Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma, Paolo Tanara

Prosciutto di Parma, la vaschetta traina i consumi

Il numero uno dell’ente consortile: «Contro l’agropirateria fare sistema con le altre Dop». Nel 2011 crescono export (+4 per cento), affettato (+10,6) e pre-affettato (+7,5). Tanara su Eurocarne: «Una manifestazione che offre spunti di dialogo interessanti»

VERONA - Oltre 9 milioni di prosciutti marchiati, l’export cresciuto del 4 per cento e una vocazione sempre maggiore ai servizi (testimoniato dal +10,6 per cento di affettato). inoltre, si conferma positiva la realtà del cosiddetto «pre-affettato», che grazie ad una trentina di laboratori ha immesso sul mercato l’equivalente di più di un milione di prosciutti in vaschetta (+7,5 per cento sul 2010).

Sono alcuni dei numeri 2011 del Consorzio del Prosciutto di Parma, che il presidente Paolo Tanara illustra ad Eurocarne, il salone triennale internazionale sulle tecnologie e prodotti per la lavorazione, conservazione, refrigerazione e distribuzione delle carni, organizzato da Veronafiere insieme con Ipack-Ima Spa dal 24 al 27 maggio (sul sito www.eurocarne.it l’intervista completa). Il Consorzio di tutela del Parma ha fissato per sabato 28 aprile l’assemblea annuale di bilancio, con il rinnovo delle cariche.

«Il 2011 è stato indubbiamente un anno in cui il comparto ha sofferto un po’ la contrazione del mercato – dichiara Tanara - ma abbiamo saputo agire efficacemente, continuando a investire sulla qualità del nostro prodotto». Tanto che per il 2012 il presidente del Consorzio, che nel settembre dello scorso anno si è regalato una nuova sede a Parma, prevede una scossa positiva.

Export oltre l’Ue. «Le esportazioni si confermano in buona salute e i risultati del prodotto affettato dell’ultimo trimestre ci dimostrano che stiamo andando nella giusta direzione - sostiene il presidente uscente –. Dobbiamo però fare sistema con le altre Dop per aumentare la forza di penetrazione. Noi del Consorzio punteremo sui Paesi extra-europei, e l’Indonesia è soltanto l’ultimo traguardo».

L’agropirateria. Il business del falso Made in Italy vale 60 miliardi di euro l’anno e fra le vittime illustri contempla naturalmente anche il Prosciutto di Parma. «Nel nostro comparto – afferma Tanara - la presenza di queste frodi è diffusa e polverizzata in miriadi di piccoli negozi e attività commerciali. E se consideriamo il web, il monitoraggio diventa ancora più complicato, mentre le risorse per i controlli sono esigue».

Eurocarne strategica. Per il Consorzio di Parma «è una manifestazione che offre spunti di dialogo interessanti e un aggiornamento completo sulla filiera delle carni».