Necessario un taglio drastico del debito pubblico
Alla domanda se il taglio drastico del debito pubblico possa avvenire con la vendita di asset dello stato, il 46% degli interpellati ha risposto di essere d'accordo. Il 60% dei dirigenti sottoscriverebbe un fondo di beni pubblici
MILANO - Il 44% della classe dirigente italiana ritiene che un taglio drastico del debito pubblico, dal 120% al 100% del Pil, per superare la crisi in maniera netta sia «essenziale», il 42% sostiene sia «necessario» mentre il 13% degli intervistati pensa non sia «prioritario». E' quanto emerge da un sondaggio condotto da MF-Milano Finanza in collaborazione con Swg presentato questa mattina durante il Debito Day, organizzato dall'Associazione «L'Italia c'è» che si tiene al Palazzo della Borsa di Milano.
Alla domanda se il taglio drastico del debito pubblico possa avvenire con la vendita di asset dello stato, il 46% degli interpellati ha risposto di essere d'accordo, il 26% del tutto d'accordo, il 17% non d'accordo e il 7% del tutto non d'accordo.
Il 60% dei dirigenti sottoscriverebbe un fondo di beni pubblici - Il sondaggio ha chiesto poi ai dirigenti se i tentativi del passato di vendere asset dello Stato hanno ottenuto risultati significativi o hanno avvantaggiato solo pochi favoriti, l'87% ha risposto favorevolmente alla seconda soluzione, mentre il 7% ha detto che sono arrivati risultati significativi. Infine è stato chiesto agli intervistati se sono d'accordo che gli immobili e le partecipazioni azionarie dello Stato e degli Enti locali vengano inseriti in un fondo o in una Spa da far sottoscrivere, in base alla capacità dei redditi, solo agli italiani in modo da evitare altri prelievi fiscali inevitabilmente recessivi. Il 60% ha dato una valutazione positiva, dicendosi disponibile a sottoscrivere le obbligazioni emesse dal fondo, il 21% esprime una valutazione negativa e non sottoscriverebbe mentre il 19% ha risposto «non saprei».
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