20 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Il caso Hildebrand

Svizzera, lascia il Presidente della banca centrale

Philipp Hildebrand si dimette travolto dallo scandalo che ha investito sua moglie, sospettata di insider trading dopo una consistente operazione valutaria effettuata solo pochi giorni prima che l'istituto elvetico introducesse un obiettivo di prezzo per indebolire il franco

ZURIGO - Alla fine il governatore della banca centrale svizzera Philipp Hildebrand si è dovuto dimettere. Travolto dallo scandalo che ha investito sua moglie, sospettata di insider trading dopo una consistente operazione valutaria effettuata solo pochi giorni prima che l'istituto elvetico introducesse un obiettivo di prezzo per indebolire il franco.

Nell'annunciare le sue dimissioni il banchiere centrale ha ammesso l'impossibilità di fornire prove convincenti a suo discarico «Ho frugato in ogni scaffale, ho cercato ogni documento, ma non sono purtroppo riuscito a trovare la prova definitiva per dimostrare che le transazioni sono avvenute come ho detto io: sono state ordinate da mia moglie», ha dichiarato Hildebrand in una drammatica conferenza stampa convocata a Berna per comunicare la sua decisione di lasciare l'istituto di emissione. «Resta quindi - ha aggiunto il banchiere centrale dimissionario - la mia parola d'onore, che ho dato giovedì scorso e che posso solo ribadire. Ma questa parola non è probabilmente sufficiente per levare ogni dubbio».

Le dimissioni sono giunte, secondo la radiotelevisione svizzera, relativamente a sorpresa dopo che, appena giovedì scorso, Hildebrand aveva respinto le accuse mosse nei suoi confronti dalla stampa svizzera e aveva affermato di voler rimanere alla testa dell'istituto di emissione. «Fino a quando avrò la fiducia delle autorità politiche e del consiglio di banca, escludo di dare le mie dimissioni». Si tratta dell'ennesimo episodio che getta ombre sulla finanza svizzera dopo gli scandali, le inchieste e le controversie diplomatiche che hanno colpito nei mesi scorsi le principali banche rossocrociate, Ubs e Credit Suisse.

La vicenda risale all'estate scorsa. Secondo quanto dichiarato dal presidente dimissionario della BNS, sua moglie Kashya aveva acquistato il 15 agosto dollari per un valore di 400'000 franchi, tramite un conto intestato a nome dello stesso Philipp Hildebrand presso la banca privata Sarasin. Una parte del pacchetto dollari è poi stata rivenduta il 12 ottobre, con un guadagno pari a 75'000 franchi. A far scattare i sospetti sull'operazione è stata la sua tempistica: la Banca nazionale svizzera era intervenuta proprio nel periodo tra l'acquisto e la vendita dei dollari con drastiche misure mirate a deprezzare il valore del franco: il 6 settembre, Hildebrand aveva infatti annunciato la decisione della BNS di fissare un tasso minimo di conversione del franco rispetto all'euro. In quell'occasione il tasso di cambio si era immediatamente stabilizzato a 1,20 franchi per 1 euro. La moneta unica europea e, nei giorni seguenti, anche il dollaro hanno così riguadagnato oltre il 10% del loro valore perso nell'ultimo anno nei confronti del franco. E i coniugi Hildebrand sono quindi stati sospettati di aver approfittato di informazioni privilegiate per ottenere guadagni personali.

Nella conferenza stampa - secondo quanto ha riportato Swissinfo - Hildebrand ha reso noto che si ritirerà anche dagli incarichi internazionali che ha assunto in questi ultimi anni in qualità di presidente della BNS, tra cui la vicepresidenza del Comitato di stabilità finanziaria, a cui era stato designato in novembre dai capi di Stato e di governo del G20, riuniti a Cannes. Hildebrand ha inoltre comunicato che la presidenza del direttorio della BNS viene assunta ad interim dall'attuale vicepresidente Thomas Jordan. La nomina del nuovo presidente è invece di competenza del Consiglio federale svizzero.

Il governo svizzero ha immediatamente reagito alle dimissioni di Hildebrand, dichiarando di rispettare la sua decisione e di rammaricarsi degli sviluppi della situazione che lo hanno spinto a questo gesto.