20 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Manovra | Riforma delle pensioni

Pensioni: Fornero, lo stop all'indicizzazione dà risparmi

Il Ministro del Welfare: «Le pensioni sono un pezzo importantissimo della società e dell'economia, toccano tutte le generazioni, riguardano il risparmio e i bilanci pubblici, se non si partiva di lì era difficilissimo raggiungere l'obiettivo»

ROMA - E' stato «necessario» partire dalla riforma delle pensioni. Così il ministro del Welfare, Elsa Fornero, secondo la quale la crisi economica del Paese era tale da imporre le misure contenute nella manovra. Quanto allo stop della indicizzazione delle pensioni, il ministro, ha ribadito che la misura è «dolorosa» ma se «trovassimo i soldi altrove il governo sarebbe felicissimo di alzare la soglia di tutela».

«E' chiaro che queste storie fanno venire un po' di tristezza e sul piano personale si solidarizza - ha detto Fornero durante la trasmissione Ballarò dopo aver visto delle interviste a pensionati con assegni bassi che dovranno subire lo stop dell'indicizzazione delle pensioni - ma dobbiamo guardare al paese nel suo complesso al Paese in Europa e noi avevamo una situazione di grandissima difficoltà. Se non c'è crescita - ha detto il ministro - non c'è lavoro per i giovani, per le donne».

«Io - ha concluso Fornero - non ho nessuna difficoltà a dire che la riforma delle pensioni è una cosa (età di pensionamento, il modo calcolo, l'uniformità dei trattamenti, l'abolizioni dei priovilegi) ma nessuna di queste misure dà soldi nel primo o nel secondo anno di attuazione, quindi - ha spiegato - è stato necessario aggiungere un pezzo che riguarda solo due anni, particolarmente doloroso perché riguarda redditi pensionistici più bassi», ha concluso riferendosi alla mancata indicizzazione delle pensioni.

Le «pensioni sono un pezzo importantissimo della società e dell'economia, toccano tutte le generazioni, riguardano il risparmio e i bilanci pubblici, se non si partiva di lì era difficilissimo raggiungere l'obiettivo», cioè rigore, crescita ed equità, secondo il mantra ripetuto dal premier Monti e dai membri del governo.