19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Si erano introdotti in centrale di Nogent-sur-Seine

Francia, blitz al reattore nucleare: liberi i 9 militanti di Greenpeace

Negli ultimi giorni le centrali nucleari francesi sono state oggetto di blitz dimostrativi di Greenpeace nell'ambito di una campagna volta a denunciare la scarsa sicurezza degli impianti dell'Esagono

TROYES - I nove militanti di Greenpeace arrestati ieri perchè rei di essersi introdotti nella centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, in Francia, sono stati rimessi in libertà sotto controllo giudiziario e dovranno comparire davanti al tribunale di Troyes il 20 gennaio. Lo ha reso noto il procuratore, Alex Perrin. Dopo aver trascorso la notte in stato di fermo, le nove persone, uomini e donne di età compresa fra i 25 e i 60 anni, sono stati deferiti alla procura di Troyes questa mattina: devono rispondere di «violazione di locali professionali», «degrado e distruzione di beni di pubblica utilità»: i militanti hanno infatti tagliato una griglia per introdursi all'interno dell centrale. I termini del controllo giudiziario vietano ai nove di recarsi in prossimità di una centrale nucleare e di incontrarsi fra loro.

Negli ultimi giorni le centrali nucleari francesi sono state oggetto di blitz dimostrativi di Greenpeace nell'ambito di una campagna volta a denunciare la scarsa sicurezza degli impianti dell'Esagono. L'intervento più spettacolare è stato quello a Nogent-sur-Seine, la centrale più vicina alla capitale Parigi. «Alcuni nostri militanti sono riusciti a salire sulla cupola di uno dei reattori e a issarvi uno striscione con la scritta IL NUCLEARE SICURO NON ESISTE», aveva spiegato il portavoce di Greenpeace, Axel Renaudin. Altri blitz sono stati sventati nei siti di Blaye e Cadarache mentre gli attivisti dell'organizzazione sono riusciti a issare i loro stendardi anche presso le centrali di Chinon e Blayais.

La scelta della centrale di Nogent-sur-Seine come obiettivo, ha spiegato sempre Greenpeace, non è casuale. Quella di Nogent «è la centrale più vicina a Parigi». Secondo l'associazione ambientalista, le autorità di governo hanno sottovaluto i rischi «già individuati e non hanno tratto alcuna lezione dai fatti di Fukushima».

La Francia ottiene dal nucleare il 75% della sua produzione di energia elettrica e possiede un parco di 58 reattori.