Svanito l'effetto Monti, Milano perde il 2%
Tonfo Unicredit. Lo spread sale a 490 punti. Rendimenti record per asta BTP al 6,29%
MILANO - Sembra già svanito l'effetto Mario Monti in Borsa. Dopo due giorni di rialzi sulle attese per l'incarico di premier affidato al presidente della Bocconi, Piazza Affari è tornata a chiudere in deciso ribasso, con l'indice Ftse Mib che ha messo a segno una flessione dell'1,99% a 15.464 punti. Chiusura in rosso anche per tutti gli altri indici europei complice il ritorno delle tensioni sui titoli di Stato dell'eurozona - con la Francia e la Spagna, assieme all'Italia, oggi sotto tiro - e i segnali sempre più forti di rallentamento della ripresa economica giunti dal superindice dell'Ocse, calato a settembre di 0,8 punti nell'area euro. Solo Madrid (Ibex35 -2,15%) ha fatto peggio di Milano.
Sull'andamento di Piazza Affari ha pesato la performance di Unicredit, scivolata nel giorno del cda su conti, piano e aumento di capitale da 7,5 miliardi. Le azioni hanno lasciato sul terreno il 6,18% a 0,774 euro, con un minimo toccato a quota 0,7455 euro.
La banca ha registrato nel terzo trimestre una maxi-perdita di 10,6 miliardi a causa di una serie di svalutazioni di natura straordinaria per un totale di 10,1 miliardi. In generale i titoli bancari sono stati sotto pressione oggi in Borsa, con lo spread Btp-Bund che si è riportato intorno ai 490 punti mentre l'asta odierna di Btp è andata a buon fine (assegnati tutti i 3 miliardi offerti) ma coi rendimenti balzati al 6,29%. Bpm ha perso il 5,95%, Intesa Sanpaolo il 4,13%.
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