2 dicembre 2021
Aggiornato 22:30
Commercialisti: Bene il redditometro se non è come gli studi di settore

Fisco, arriva il nuovo redditometro

Agenzia delle Entrate: «Nel mirino oltre 22 milioni di famiglie. L'accertamento parte quando è alto lo scostamento tra spese e redditi». Confesercenti: «A quando il redditometro della spesa pubblica?»

ROMA - Dagli asili nido ai mutui, dagli elettrodomestici agli abbonamenti per le pay-tv, dall'attività sportive ai centri benessere e ai viaggi organizzati. Sono oltre 100 le voci di spesa che entrano nel nuovo redditometro messo a punto dall'Agenzia delle entrate. La sperimentazione del nuovo strumento di controllo e di compliance durerà 2-3 mesi e verrà fatta con le associazioni di categorie, e poi, da febbraio 2012 entrerà a regime. Nel mirino ci sono oltre 22 milioni di famiglie, per complessivi 50 milioni di soggetti.
«Il redditometro - ha spiegato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera - riguarderà le dichiarazioni presentate nel 2010 relative cioè all'anno d'imposta 2009». Dunque per l'Agenzia delle Entrate sarà possibile usare il redditometro a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2010. «L'obiettivo - ha aggiunto Befera - è accertare la coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa».

Dalle auto alle lavatrici, ecco le nuove voci di spesa - Nell'ambito del nuovo redditometro sono state individuate sette categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi, istruzione, attività sportive e ricreative e cura delle persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Nel capitolo abitazione, entrano nel redditometro le spese relative ai mutui, alle ristrutturazioni, agli elettrodomestici, agli arredi ma anche quelle per l'energia elettrica, i collaboratori domestici, la telefonia fissa e mobile e il gas. Quanto ai mezzi di trasporto, sotto la lente del fisco finiscono le spese per minicar, caravan, barche, moto, auto e mezzi di trasporto in leasing o noleggio.
Sul fronte delle assicurazioni e dei contributi previdenziali, entrano nel redditometro le assicurazioni vita, danni, malattia, responsabilità civile, incendio e furto, ma anche i contributi obbligatori, volontari e la previdenza complementare. Nel capitolo istruzione figurano le spese per asili nido, scuole, corsi di lingue straniere, soggiorni di studio all'estero, corsi universitari, master e canoni di locazione per studenti universitari. Quanto alle attività sportive e ricreative, nel redditometro entrano le spese per le attività sportive, i circoli culturali, i cavalli, i giochi on line, gli alberghi, gli abbonamenti allo stadio o ad altri eventi sportivi e culturali.
Le spese significative nel mirino del fisco riguarderanno gli oggetti d'arte, i gioielli e i preziosi, ma anche le donazioni a onlus e simili e gli assegni corrisposti al coniuge.
A partire da febbraio 2012, sarà messo a disposizione dei singoli contribuenti e degli intermediari che li assistono un apposito software per verificare la coerenza della propria posizione.

L'accertamento parte quando è alto lo scostamento tra spese e redditi - Le famiglie considerate sono, dunque, oltre 22 milioni e verranno divise in 55 gruppi omogenei che si otterranno incrociando gli 11 nuclei familiari, dai single con meno di 35 anni alle coppie con più di tre figli, alle cinque aree geografiche (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole). Per ciascuno dei 55 gruppi omogenei le voci indicative della capacità di spesa contribuiscono in misura differenziata alla stima del reddito della famiglia. Lo strumento verrà utilizzato esclusivamente - ha spiegato l'Agenzia delle Entrate - per orientare il contribuente verso la compliance e per potenziare l'analisi del rischio di evasione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Se il contribuente, pur consapevole della incoerenza, non modifica il comportamento dichiarativo, viene sicuramente selezionato per ulteriori approfondimenti, calibrati in funzione dell'entità dello scostamento. Se lo scostamento tra i redditi e le spese è basso, il fisco non procederà ad accertamenti; se lo scostamento è medio parte la prima fase del contraddittorio per approfondire le cause dello scostamento stimato; se lo scostamento è molto elevato si procede all'accertamento.
Presentando il nuovo redditometro, Befera ha sottolineato: «Si tratta di uno strumento di compliance messo a disposizione dei cittadini per capire la coerenza tra reddito e spese». Per il direttore dell'Accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, il redditometro «serve per individuare un rischio più o meno elevato di evasione e per far capire al contribuente o a chi lo assiste che l'Agenzia delle Entrate può individuare il rischio».

Commercialisti: Bene il redditometro se non è come gli studi di settore - «Bene solo se non diventa come gli studi di settore. Se diventa accertamento automatico allora è guerra». Lo ha detto Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, a Radio 24 commentando il redditometro.
«Il redditometro - continua Siciliotti - se servirà a far partire l'accertamento fiscale e per orientare esclusivamente verso l'adempimento per potenziare l'analisi del rischio di evasione da parte delle Agenzie delle Entrate e, ripeto, se verrà utilizzato a queste finalità come è scritto, il nostro giudizio è favorevole perché sono contenuti tutta una serie di consumi e tutto è comprensibile. Quello che a noi fa paura è la presunzione legale dell'articolo 38 riformato dalla manovra estiva che permetterebbe teoricamente all'Agenzia delle Entrate di trasformare questo elemento in un accertamento automatico, come è stato per gli studi di settore. Se dovesse diventare un accertamento automatico, allora è guerra».

Confesercenti: A quando il redditometro della spesa pubblica? - Sperimentare è scelta opportuna. Ma a quando un redditometro della spesa pubblica? E quando sperimenteremo una riduzione della pressione fiscale per imprese e lavoro? Lo chiede Confesercenti, secondo cui «dopo studi di settore, ricevute fiscali, scontrino fiscale ecco il redditometro per il quale è lecito chiedersi se si trattava proprio di una decisione necessaria. La scelta di passare attraverso una sperimentazione da parte della Agenzia delle Entrate ci sembra quantomeno opportuna, così come l'affidarsi alla collaborazione delle Associazioni».
«Ma resta il fatto che su due nodi, quelli più urgenti, il piatto piange: semplificazione e soprattutto riduzione di una pressione fiscale che entro due anni toccherà livelli record attestandosi al 44,8%. Sarebbe semmai ora di pensare ad un redditometro degli sprechi pubblici». Confesercenti insiste sul fatto che «la riduzione della spesa pubblica e l'adozione di interventi mirati a ridurre la complessità degli adempimenti ed il carico fiscale su imprese e lavoro sia fondamentale per rendere credibili anche gli strumenti di controllo. E poi ci sono interventi semplici ma efficaci in materia di controlli che invece non si adottano: come quello di favorire l'estensione di moneta elettronica su larga scala per i consumatori e per gli esercizi commerciali, ma ovviamente con misure che riducano fortemente i costi».

Uil: Il Redditometro deve rafforzare la lotta all'evasione - Il nuovo redditometro, presentato dall'Agenzia delle Entrate, «deve rappresentare lo strumento per rafforzare ed intensificare la lotta all'evasione fiscale». A sostenerlo è il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.
«Questa è la via per recuperare ingenti risorse da destinare alla riduzione delle tasse a chi le paga, a cominciare dai lavoratori e dai pensionati. Il nuovo Redditometro - osserva Proietti - deve essere accompagnato da adeguati investimenti e risorse umane e tecnologiche per realizzare la legalità fiscale nel nostro Paese».