15 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Sistema informativo Excelsior

Crolla la domanda di lavoro in Veneto: 9 mila assunzioni entro l’anno

UnionCamere Veneto: Le imprese rivedono al ribasso i fabbisogni occupazionali. Assunzioni rinviate al 2012

VENEZIA - Tra ottobre e dicembre 2011 le imprese venete prevedono di effettuare poco più di 9 mila assunzioni, in calo rispetto alle oltre 13.500 pianificate nel trimestre precedente (un terzo in meno). Tale contrazione riflette il clima di incertezza che pervade il sistema economico regionale e il contesto di indebolimento della congiuntura economica nazionale e internazionale.

Il quadro occupazionale emerge dall’analisi sui fabbisogni occupazionali delle imprese per il periodo ottobre-dicembre 2011, realizzata da Unioncamere del Veneto sulla base dei risultati dell'ultima indagine trimestrale svolta nell'ambito del Sistema Informativo Excelsior. A partire dal 2011, infatti, la rilevazione alla base del Sistema Informativo Excelsior è stata profondamente ampliata al fine di fornire informazioni sui fabbisogni occupazionali delle imprese non più solo a cadenza annuale ma anche trimestrale, sempre con dettaglio regionale e provinciale.

Rispetto alle previsioni annuali, che prefiguravano una domanda complessiva di 80mila assunzioni entro fine 2011 (mediamente 20mila al trimestre), gli imprenditori veneti, condizionati dal deterioramento del quadro congiunturale, hanno progressivamente rivisto al ribasso i propri fabbisogni professionali, fermandosi alla quota di 9mila nuovi ingressi previsti. Sulle scelte delle imprese ha pesato anche la debole stagionalità che caratterizza l’ultimo trimestre e la naturale tendenza a rinviare le assunzioni all’inizio del nuovo anno, anziché alla fine di quello corrente.

Le 9mila assunzioni programmate per gli ultimi tre mesi del 2011 corrispondono a un tasso di entrata pari a circa 7,5 assunzioni ogni 1.000 dipendenti, quota che colloca il Veneto sotto la media del Nordest (8,9) e nazionale (7,9) e in posizione intermedia (11esima) tra le 20 regioni italiane. Il ridotto tasso d’entrata rispetto alla media nazionale è dovuto alla contrazione delle assunzioni non stagionali che, rispetto a quelle stagionali, presentano un tasso d’ingresso inferiore alla media nazionale e del Nordest.

A trainare la domanda di lavoro, da ottobre a dicembre 2011, saranno le imprese dei servizi che assorbiranno il 70% delle assunzioni. All’interno del comparto dei servizi le assunzioni si concentreranno soprattutto nel commercio, nei servizi alle persone e negli esercizi turistici e della ristorazione. Per classe dimensionale, le assunzioni sono previste principalmente dalle grandi imprese: il 55% nelle imprese con 50 dipendenti o più, il 45% in quelle fino a 49 dipendenti.

La grande maggioranza delle assunzioni sarà effettuata con contratto a tempo determinato (67%). Di queste, una parte importante è riferita ad assunzioni stagionali (37%). Le assunzioni con contratto a tempo indeterminato rappresenteranno invece una quota limitata (25%) a causa del basso livello di attività delle imprese e delle incertezze economiche.

Nel 51% dei casi le imprese richiedono un’esperienza lavorativa nella professione o almeno nello stesso settore. Le difficoltà di reperimento riguardano il 18% delle assunzioni totali, con problematicità accentuate nel settore delle costruzioni (29%).

Le assunzioni di personale immigrato non supereranno il 12% del totale (circa 1.050 assunzioni) e quasi la metà sarà assunto con un contratto a carattere stagionale.

Le figure professionali richieste
Le figure più richieste appartengono al gruppo delle professioni impiegatizie, commerciali e dei servizi (oltre 4.100 unità, pari al 46%), seguite dagli operai specializzati e non (2.400 unità, il 26%), dai dirigenti, specialisti e tecnici (meno di 1.300 unità, il 14%), e dai profili generici. Nel dettaglio, in testa alla classifica degli «introvabili», figurano i commessi e personale di vendita negli esercizi commerciali (1.720 assunzioni); al secondo posto cuochi, camerieri e professioni simili (1.050 assunzioni); al terzo operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria alimentare (690 assunzioni), seguito da operai nel settore metalmeccanico ed elettromeccanico (620 assunzioni) e da specialisti e tecnici amministrativi, finanziari e bancari (530 assunzioni).

I titoli di studio richiesti
Le assunzioni trimestrali per livello di istruzione vedono al primo posto i diplomati (41%). Seguono le assunzioni di personale senza una formazione specifica (30%), i qualificati (16,8%) e infine i laureati (12,6%).

Dichiarazione di Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto
«La situazione occupazionale mostra ancora difficoltà e i riflessi del rallentamento sono evidenti. Serve con forza sostenere le nostre imprese ad investire in capitale umano e in formazione, al fine di mantenere la competitività sui mercati interni e esteri»