4 dicembre 2021
Aggiornato 21:00
Per il leader di Confindustria «il paese è in pericolo»

Marcegaglia: «O il Governo fa di più o vada a casa». Berlusconi: «Mi viene da ridere»

La Marcegaglia fa asse con l'Udc: «Siete gente seria». Maroni: «Le pensioni d'anzianità non si toccano». Cicchitto: «La Marcegaglia si contraddice e non aiuta Paese»

CHIANCIANO TERME - La manovra economica, approvata in prima lettura al Senato con la fiducia e ora all'esame della Camera, non basta a risollevare il paese: il governo Berlusconi deve fare di più. E se non è in grado si faccia da parte. Arriva nel giorno delle dimissioni, che hanno affondato le Borse, del membro tedesco della Bce, contrario all'acquisto di titoli italiani e spagnoli, l'ultimatum del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, all'esecutivo: «Il paese è in pericolo», sentenzia la numero uno degli industriali. E con lei, dalla festa dell'Udc a Chianciano Terme, anche il banchiere Corrado Passera, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, il segretario centrista, Lorenzo Cesa.

Berlusconi: «Quando parlano di Governo tecnico mi viene da ridere» - «Quando si sente dire ci vuole un governo tecnico, a noi viene da ridere. Anche se viene il miglior tecnico del mondo, non ha nemmeno l'autorevolezza personale per imporsi sugli altri Ministri». Il premier Silvio Berlusconi, ospite di Atreju, liquida così la prospettiva di un esecutivo tecnico e assicura: «Arriverò certamente alla fine della legislatura grazie alla mia autorevolezza che tiene in piedi la squadra, di leader del principale partito».
A questo proposito, Berlusconi aggiunge: «Non vedo in giro così tanti tecnici che possano avere l'autorevolezza personale per imporsi, non avendo neanche quella politica».

Analisi impietosa dell'ultima manovra - Marcegaglia sceglie il palco del tradizionale appuntamento settembrino del partito di Pier Ferdinando Casini per fare un'analisi impietosa dell'ultima versione del provvedimento economico che dovrebbe salvare l'Italia dalla crisi: «E' depressiva, per il 60% è composta da nuove tasse, non ci sono liberalizzazioni né privatizzazioni, né interventi strutturali sulle pensioni». Il presidente di Confindustria ritiene invece che tutto questo serva e che serva «mettere insieme un sistema per cui abbassiamo le tasse su chi tiene in piedi il paese cioè i lavoratori e le imprese e alzarle sul resto: Iva, patrimoni, rendite, su tutto quello che è necessario». Ecco, se il governo in carica non è in grado di fare tutto questo «velocemente», per la numero uno degli industriali può andare a casa: «Siccome siamo in una situazione molto difficile, abbiamo un problema di credibilità, lo spread è di nuovo pre-manovra, o il governo dimostra molto velocemente di essere in grado di fare questa grande operazione, grande non solo in termini di quantità ma anche di equità, oppure penso che dovrebbe trarne le conseguenze perché il paese rischia molto, non possiamo rimanere in una situazione di incertezza come questa».

La platea centrista la ricopre di applausi. D'altronde, che Berlusconi debba fare un passo indietro l'Udc lo ripete da tempo. Stamattina lo ha ribadito Cesa, quindi Savino Pezzotta proprio introducendo l'intervento di Marcegaglia. Lei non si stanca di elogiare il partito di Casini («voi che siete gente seria, che avete il senso della politica come spirito di servizio«) chiedendo un contributo a dare voce «alla maggioranza silenziosa» del paese che vuole crescita, infrastrutture contro «la minoranza rumorosa che picchia lavoratori e forze dell'ordine come accaduto in val di Susa» o contro «una politica demagogica come quella che ha votato sì al referendum sull'acqua». Accanto a Marcegaglia, Passera, consigliere delegato di Intesa SanPaolo, condivide: «All'Italia serve un piano per la crescita: o il governo Berlusconi lo mette in atto o meglio cambiare». Dallo stesso palco Bonanni indica in «una grande coalizione alla tedesca» la soluzione.

Ma l'idea che Berlusconi debba dimettersi non è di casa solo a Chianciano. Dalla festa del Pd a Pesaro un altro componente del terzo polo, il leader di Api, Francesco Rutelli, sentenzia: Le dimissioni di Juergen Stark «suonano come la campana a morte del governo Berlusconi. Non ci sono alternative» ad un «governo di larghe intese». In questo momento «sarebbe ridicolo andare allo scontro elettorale tra gli eredi di Berlusconi e il centrosinistra».

Maroni alla Marcegaglia: «Le pensioni d'anzianità non si toccano» - «Se Marcegaglia vuole toccare le pensioni d'anzianità che sembra essere diventata l'ossessione di Confindustria, diciamo che non siamo d'accordo». E' la replica del ministro dell'interno, Roberto Maroni alla leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha parlato di «paese in pericolo».
Da Novara, dove è appena giunto alla festa della Lega Nord, Maroni ha ricordato: «c'e un documento dell'Unione Europea che dice che l'Italia ha i conti a posto dal punto di vista previdenziale». poi l'esortazione a Viale dell'Astronomia: «Quindi si rassegnino perche se è questo che chiedono non è la strada giusta, non è la misura equa e noi continueremo a difenderla».
«Il governo sta governando abbiamo fatto la manovra con qualche difficoltà - ha proseguito Maroni - Non so se Marcegaglia è la stessa persona che ha detto qualche giorno fa la manovra va nella direzione giusta».

Cicchitto: «La Marcegaglia si contraddice e non aiuta Paese» - Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, non ha affatto gradito l'allarme della presidente di Confidustria sull'economia italiana. «Stiamo facendo una manovra economica molto incisiva sulla quale la Confindustria ha dato qualche giorno fa parere positivo, così come l'Unione Europea, la BCE e l'OCSE. Adesso la Marcegaglia dice una cosa diversa, chiedendo anche un'altra manovra o un altro governo, non sappiamo di quale tipo».
«La Presidente della Confindustria - afferma Cicchitto - cita anche le vicende interne della BCE che testimoniano che in Germania c'è uno scontro fra chi vuole farsi carico dei problemi di tutta l'Europa e chi invece vuole una politica di segno più isolazionista. A parte la contraddizione con valutazioni precedenti non ci sembra che le dichiarazioni della Marcegaglia aiutino il paese a misurarsi con il tipo di confronto in atto a livello internazionale», conclude.
Infine Maroni difende la manovra economica: «Questa è la manovra approvata dal senato, sarà approvata così alla camera quindi alla fine ce l'abbiamo fatta.
Con qualche difficoltà, non è stato facile, ma il governo la decisione l'ha presa. Si può essere d'accordo o meno, ma tutto si può dire tranne che il governo alla fine non ha deciso».

Passera condivide le parole della Marcegaglia - «All'Italia serve un piano per la crescita: o il governo Berlusconi lo mette in atto o meglio cambiare». Lo ha detto Corrado Passera, consigliere delegato e Chief Executive Officer di Intesa Sanpaolo, ospite della festa dell'Udc a Chianciano Terme.