26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Manovra economica

Uil: «Pronti allo sciopero generale nel pubblico impiego»

La data verrà decisa il 16 settembre. Il Relatore: «Resta in vigore il contributo di solidarietà per gli statali». Magistrati: «Incostituzionale la supertassa solo per gli statali»

ROMA - La Uil è pronta a proclamare lo sciopero generale nel pubblico impiego contro «i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici». Lo rende noto il sindacato di via Lucullo in un comunicato diffuso al termine della segreteria nazionale della Uil e dei segretari generali delle categorie del pubblico impiego.
In particolare, la Uil considera «inaccettabile il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali. Questo provvedimento si aggiungerebbe allo slittamento di un ulteriore anno del rinnovo dei contratti, al posticipo di due anni per l'erogazione della liquidazione, alla messa in mora delle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali relativi alla scuola».
Per chiedere e ottenere una modifica di questa parte della manovra, la Segreteria nazionale e le categorie interessate della Uil hanno deciso di avviare un percorso di mobilitazione, a partire dal presidio dinanzi al Senato già organizzato per il prossimo 1 settembre, con assemblee nei luoghi di lavoro finalizzate anche alla realizzazione di manifestazioni sul territorio. Tale mobilitazione proseguirà fino ad ottenere le modifiche richieste.
In questo quadro, il Comitato centrale della Uil nazionale, già convocato per il prossimo 16 settembre, deciderà, anche sulla base degli effetti della mobilitazione in corso nel settore, la data di uno sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego.

Il Relatore: «Resta in vigore il contributo di solidarietà per gli statali» - Il contributo di solidarietà per i lavoratori del settore privato salterà dalla manovra bis, ma i dipendenti pubblici continueranno a pagare la misura analoga prevista dalla manovra economica dell'anno scorso. Lo ha chiarito il relatore del decreto di Ferragosto al Senato, Antonio Azzollini, che presenterà gli emendamenti traducendo l'intesa di maggioranza raggiunta ad Arcore. Un'intesa che prevede la cancellazione della nuova supertassa (che colpisce i dipendenti del settore privato con redditi oltre 90mila euro) ma non abolisce il contributo che gli statali stanno già pagando.

Magistrati: «Incostituzionale la supertassa solo per gli statali» - «Il Comitato intermagistrature, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, con riferimento al cosiddetto 'contributo di solidarietà', ribadisce l'assoluta contrarietà alle misure che incidono unicamente sul pubblico impiego senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato e le fonti di spreco delle risorse più volte segnalate».
Lo sottolinea in una nota il Comitato di Coordinamento fra le Magistrature e l'Avvocatura di Stato.
«E' del tutto evidente - continua la nota - l'incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale».
«Per questi motivi il Comitato si riserva l'adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa, e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui temi della funzionalità del sistema giudiziario».