8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Camera di Commercio Monza e Brianza

I lombardi sono più felici per la casa che per il lavoro

Monza è la provincia più «felice» della Lombardia e crolla il mito delle «piccole» province a misura d’uomo

MONZA - Nella «ricetta» della qualità della vita i lombardi assegnano all’ingrediente «casa» il voto di soddisfazione più alto (8,1), quindi al quartiere e al contesto in cui vivono (7,4); fanalino di coda il lavoro con un 6,9. 1 lombardo su 3 non è soddisfatto della propria condizione lavorativa. Per le famiglie lombarde al di sotto della soglia di 1500 Euro di entrate nette mensili la qualità della vita non è più soddisfacente. Solo se il reddito netto al mese è compreso tra i 1.500 Euro e i 2.000 Euro si può anche pensare di essere ottimisti sul futuro (anche se il voto di soddisfazione si ferma alla quasi sufficienza). Unico rifugio per le famiglie a basso reddito resta la casa, «tana» sicura. Le famiglie lombarde sono decisamente soddisfatte della loro abitazione al di là del proprio grado di «benessere economico», assegnando un valore di soddisfazione superiore all’8. Stessa cosa vale per il quartiere, con gradi di soddisfazione registrati inferiori ma comunque omogenei rispetto alla situazione economica della famiglia (da 7,3 a 7,4). Il reddito influenza invece la «gratificazione» in campo professionale: i lavori meno pagati sono anche meno gratificanti registrando un grado di 6,1 contro il 7,3 dei più retribuiti. Complessivamente la qualità della vita percepita in Lombardia è superiore non solo alla media nazionale ma anche al dato registrato in Spagna e in Francia, ed in linea con la Germania. Anche se il valore in Lombardia è diminuito rispetto a 5 anni fa di circa mezzo punto, passando da un grado di soddisfazione del 6,9 al 6,3 di oggi. Monza è la provincia più «felice» della Lombardia, per la situazione attuale. A Milano e a Brescia poco soddisfatti sulla situazione attuale, anche se a perdere di più rispetto al passato è l’indicatore delle «piccole» province. Crolla il mito delle piccole realtà a misura d’uomo, che sono anche le più pessimiste sul futuro.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla indagine «Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia», realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere.
La ricetta del risparmio La ricetta del risparmio per le famiglie lombarde passa dalla riduzione per le spese dedicate allo shopping: il 47% fa rinunce su abbigliamento ed accessori. Poi il tempo libero: risparmiano su questa voce del budget il 43% dei lombardi. Sulla spesa alimentare sono disposti a «tagliare» solo il 26%. Tra le voci del tempo libero, la cura del proprio corpo e del benessere sembra essere oramai una necessità più che un vizio: sempre meno lombardi, nonostante il portafoglio più leggero, sono disposti a ridurre la spesa per palestre e centri benessere. Meno cene fuori (62%), aperitivi (24%) e viaggi (57%) sembrano la soluzione lombarda al risparmio. E la casa (13%) e l’automobile (11%) restano ancora gli unici buoni motivi per intraprendere pagamenti rateali.

La situazione economica della famiglia… Il 55% delle famiglie lombarde chiude il bilancio dei primi 6 mesi del 2011 in pareggio, il 21% riesce a risparmiare, il 22% è costretta a rompere il salvadanaio. Per le famiglie lombarde il 2011 presenta diversi elementi di incertezza: il 36% dei lombardi percepisce la propria situazione economica come peggiorata rispetto allo scorso anno e il 25% teme un peggioramento per prossimo anno. L’economia delle famiglie recupera, tuttavia, terreno rispetto a quanto registrato lo scorso luglio, quando i medesimi dati registravano rispettivamente il 50% e il 34% delle famiglie. Anche se i bilanci delle «case» lombarde restano solidi, grazie ai risparmi accumulati nel corso degli anni, che funzionano da veri e propri ammortizzatori sociali, le famiglie si aspettano di fare grandi sacrifici in futuro: solo il 16% ritiene possibile risparmiare nel corso del prossimo anno, contro il 22% registrato lo scorso anno.
…e del Paese In Lombardia il 70% delle famiglie crede che nei prossimi 12 mesi ci saranno peggioramenti per l’economia del Paese, solo il 30% è ottimista ritenendo che la situazione resterà stabile o migliorerà (rispettivamente 21% e 8%). La preoccupazione in Lombardia è più forte che in Italia. Anche sul mercato del lavoro resta costante il numero delle famiglie (8 su 10) che si aspetta un aumento del numero dei disoccupati nel Paese per il prossimo anno.

I risultati dell’indagine per provincia - Se le famiglie a Monza e Brianza sono un po’ meno pessimiste riguardo alla situazione economica italiana, tuttavia i brianzoli insieme ai milanesi sono i più pessimisti riguardo la possibilità di risparmiare in futuro (quasi la metà delle famiglie pensa di non riuscire a mettere da parte nulla). Se le famiglie a Bergamo sono meno preoccupati per l’aumento del numero dei disoccupati (74% contro l’82% della media lombarda), anche la situazione economica è migliore rispetto al quadro lombardo, grazie alle maggiori possibilità di risparmio (il 27% delle famiglie bergamasche riesce a risparmiare contro il 22% di quelle lombarde). A Varese cresce la forbice del risparmio: se il 26% riesce ancora a risparmiare, d’altra parte il 27% è costretto a prelevare dal salvadanaio. A Milano le famiglie hanno percezioni più negative rispetto agli altri lombardi per la situazione economica della propria famiglia: il 41% pensa che sia peggiorata nell’ultimo anno contro il 37% della media lombarda. A Brescia le famiglie difficilmente risparmiano: solo il 17% è riuscita a mettere da parte qualche cosa.

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