Obama: Pronto all'accordo, se c'è un piano serio
Apertura del presidente americano alla proposta di McConnell
NEW YORK - Barack Obama è pronto a un'intesa sull'innalzamento del tetto del debito se i leader repubblicani al Congresso gli presenteranno un piano «entro le prossime 24 o 36 ore» perché «il tempo sta scadendo». «Se mi fanno vedere un piano serio per la riduzione del deficit e del debito, sono pronto a muovermi, anche se saranno necessarie decisioni difficili», ha detto il presidente in una conferenza stampa.
Tagli alla spesa per 1.500 miliardi di dollari - Ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney aveva detto che c'era un accordo di massima per tagli alla spesa di 1.500 miliardi di dollari. Oggi Obama ha detto che non è possibile andare molto oltre quella cifra senza qualche forma di nuove tasse: «Non appoggerò 2.400 miliardi di tagli senza gettito fiscale aggiuntivo», ha detto riferendosi all'ammontare che è stato discusso come possibile innalzamento del tetto del debito pubblico. Ma ha precisato che nessuna nuova imposta peserebbe sui redditi degli americani medi, ai quali anzi vorrebbe estendere i tagli ai prelievi diretti sui salari, «che sarebbero un bene per l'economia».
«Sto ancora premendo per un accordo ad ampio raggio», ha detto Obama, precisando che il clima ai negoziati non è teso come dipinto dai media: «Alla gente non interessa il reality show su chi ha detto cosa a chi, gli interessa un accordo». Accordo che «manderebbe ai mercati e agli americani il segnale che facciamo sul serio» e per il quale «sono disposto a portare la spesa pubblica interna alla percentuale più bassa rispetto all'intera economia dal tempo di Eisenhower», quindi dagli anni Cinquanta.
In mancanza dell'intesa ad ampio raggio che Obama vorrebbe, sarebbe possibile per la Casa Bianca accettare il piano di Mitch McConnell. Il capogruppo repubblicano al Senato aveva proposto di alzare il tetto del debito pubblico di 2.500 miliardi in tre tranche successive di qui alla fine del 2012, senza trovare intese sulla riduzione del deficit di bilancio. Un piano che per Obama, pur non ottimale, «ha il merito di evitare la fine del mondo».
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