9 agosto 2020
Aggiornato 18:30
Piano finanziario 2014-2020

Cooperazione: «Agricoltori pronti a dare battaglia contro tagli ingiustificati»

«L’Unione europea da un lato aumenta il bilancio del 3,5% e dall’altro taglia 10 miliardi all’agricoltura»

ROMA - «Gli agricoltori associati in cooperativa sono pronti a dare battaglia per chiedere all’Europa se crede ancora nell’agricoltura visto che è stata l’unica voce di bilancio a subire tagli nella proposta della Commissione Ue per il piano pluriennale finanziario 2014-2020». Lo afferma Maurizio Gardini, anche a nome dei presidenti Giovanni Luppi di Legacoop Agroalimentare e Giampaolo Buonfiglio di Agci-Agrital in occasione della riunione congiunta dei Consigli nazionali di Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital dedicata all’esame delle proposte di modifica della Pac.
«L’Europa deve credere nella politica agricola comune – aggiunge Gardini - . Giocheremo la partita del bilancio fino alla fine per evitare ingiustificati tagli».

10 MILIARDI DI TAGLI  -A partire dal 2014, la cooperazione stima che, ogni anno, per sei anni, il settore agricolo dovrà fare a meno di circa 2 miliardi di euro (circa 10 miliardi in sei anni).
«Una riduzione, a nostro avviso – precisa Gardini – incoerente poiché avviene proprio quando l’UE sta decidendo di far crescere il Bilancio complessivo di 3,5 punti percentuale».
È opportuno, secondo le centrali cooperative, mettere in chiaro fin da subito che le sette sfide (alimentazione, globalizzazione, ambiente, economia, territorio, biodiversità, semplificazione) lanciate dalla Commissione all’indomani della decisione di riformare la PAC non potranno essere mai vinte senza un’adeguata spesa pubblica.
«Ci appelliamo al Consiglio ed al Parlamento Europeo – sottolinea - affinché venga fatta chiarezza soprattutto relativamente a come verranno usate quelle voci di bilancio non incluse nella specifica rubrica dedicata alla Pac. Si tratta dei capitoli per la ricerca e l’innovazione e il fondo per la globalizzazione che ammontano, rispettivamente a 4,5 miliardi e 4,7 miliardi. A questi si aggiungono i 3,5 miliardi per le crisi e i 2,5 miliardi per il programma di aiuti agli indigenti. Il nostro auspicio è che tali fondi vengano impiegati per il settore che dal 2014 dovrà far fronte ai tagli e, allo stesso tempo, garantire lo stesso standard di qualità e sicurezza alimentare».
«Noi agricoltori accettiamo con orgoglio di contribuire alla qualità della vita dei cittadini europei in materia di tutela del territorio, dell’ambiente e della salute del cittadino – conclude Gardini - ma questi costi non possono essere solamente a carico delle nostre imprese».