10 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
La crisi del debito

Europa in tensione, nuovo record spread Btp-bund

Prima dell'asta spagnola il differenziale ha raggiunto i 225 punti base

ROMA - Si sono trascinate anche stamattina le rinnovate tensioni sui titoli di Stato dei paesi periferici dell'area euro, e nell'attesa di un'asta di emissioni della Spagna hanno spinto ulteriormente al rialzo i rendimenti anche dei Btp dell'Italia, tanto da far segnare un nuovo record al differenziale (spread) rispetto ai bund della Germania sulla scadenza a 10 anni. Su queste emissioni i rendimenti si muovono nella direzione specularmente opposta al prezzo, se questo cala il rendimento ne risulta aumentato, e sono una cartina di tornasole della percezione di rischio dei mercati sull'affidabilità creditizia di un paese. Inoltre risentono anche del clima generale dei mercati, su cui l'allarmismo è stato riacceso dal declassamento di rating sul Portogallo da parte di Moody's, martedì scorso.

Stamattina i rendimenti sui Btp a 10 anni hanno raggiunto il 5,17 per cento, mentre rispetto ai bund tedeschi, considerati più solidi tanto da rendere meno del 3 per cento, il differenziale è arrivato a toccare 225 punti base. Materialmente significava che in quel momento, per trovare acquirenti sul mercato i Btp italiani già in circolazione dovevano offrire come maggiorazione di premio di rischio 2,25 punti percentuali in più rispetto ai loro equivalenti tedeschi. Si tratta di un nuovo massimo dal lancio dell'euro, dopo i 221 punti base toccati nei giorni scorsi.

Archiviata l'asta spagnola, su bond a 3 e 5 anni di scadenza in cui, anche in questo caso, i rendimenti sono saliti, lo spread Btp-bund si è lievemente ridimensionato, a 220 punti base. Ad ogni modo i rendimenti dei Btp italiani restano ben lontani da quelli pretesti sui bond dei paesi ritenuti più a rischio, ad esempio sia sull'Irlanda che sul Portogallo superano il 12 per cento, sempre sulla scadenza a 10 anni. Un certo nervosismo oggi è anche legato all'attesa sulle decisioni di politica monetaria da parte della Bce, che dovrebbe alzare i tassi di interesse dell'area euro all'1,50 per cento. Ieri poi sull'ultima mossa di Moody's, che seguiva commenti allarmistici sempre sui bond periferici dell'area euro da parte di Standard & Poor's, si è innescato un corro di forti critiche dalle capitali e dalle autorità europee verso le agenzie di rating.