11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Assemblea nazionale Coldiretti

Lavoro, boom di assunzioni (+6%) dai campi italiani nel 2011

Marini (Coldiretti): «Dai nuovi mestieri agricoli 250mila lavoratori nei prossimi dieci anni»

ROMA - E’ boom di assunzioni in agricoltura con un aumento del 6 per cento del numero di lavoratori dipendenti impegnati in campagna a fronte di una sostanziale stagnazione dell’intero sistema economico, dove gli occupati crescono solo dello 0,4 per cento. E’ quanto ha affermato Sergio Marini, presidente nazionale della Coldiretti, nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane, nel rendere noti i risultati dello studio sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2011. L’agricoltura - ha sottolineato Marini - fa segnare di gran lunga la migliore performance occupazionale tra i diversi settori economici che sono stagnanti (+0,5 per i servizi), in calo (-0,3 per cento per l’industria) o addirittura evidenziano un crollo (-8,1 per cento per le costruzioni). Il risultato positivo è particolarmente importante perché - ha precisato Marini - è piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale con un aumento del 7,6 per cento al nord, del 6,6 per cento al centro e del 5,2 per cento al sud. Si stima che abbia meno di 40 anni un lavoratore dipendente su quattro assunti in agricoltura, dove si registra anche una forte presenza di lavoratori immigrati che hanno abbondantemente superato quota centomila.

L’agricoltura è in grado di offrire opportunità occupazionali a 250mila lavoratori nei prossimi dieci anni, sulla base dell’analisi della Coldiretti che evidenzia come il risultato del primo trimestre dia continuità all’andamento positivo registrato dal settore anche nel 2010 quando l’agricoltura è stato l’unico settore ad aumentare l’occupazione. Secondo l’analisi di Coldiretti a crescere sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità con particolare riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola all’interno dell’azienda: dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Le difficoltà di reperimento di manodopera – ha sostenuto la Coldiretti - si registrano infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.

Si tratta del risultato della profonda trasformazione che si è verificata nelle campagne negli ultimi anni. L’Assemblea della Coldiretti si svolge - ha affermato Marini - a dieci anni dall’approvazione della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti che ha allargato i confini dell’attività agricola e ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali. Gli imprenditori agricoli oggi si possono occupare di attività che – ha riferito la Coldiretti - vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche della fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la cura del verde pubblico che spesso viene affidata agli agricoltori. Per non parlare - ha precisato la Coldiretti - della produzione e vendita della birra ottenuta dalla coltivazione di orzo in azienda o del pane dal grano, ma anche dei prodotti cosmetici a base di vino, olio o latte di asina. E ancora delle fattorie didattiche convenzionate con le scuole e degli agriasili e agriospizi.