Vino, Guidi: Riaprire il dossier della liberalizzazione degli impianti
Il presidente di Confagricoltura ha ricordato la lettera recentemente scritta al ministro Romano
ROMA - Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, oggi, all’assemblea degli agricoltori di Firenze è ritornato sulla spinosa questione della liberalizzazione degli impianti vitati, voluta da Bruxelles a partire dal 2015.
«Eliminare i diritti di impianto avrebbe conseguenze gravissime per la nostra viticoltura – ha detto Guidi – aumento incontrollato delle superfici a denominazione d’origine, eccedenze nell’offerta, concentrazione nelle aree con costi di produzione più bassi, flessione del valore del vigneto, affermazione di una viticoltura della nostra storia».
Il presidente di Confagricoltura ha ricordato la lettera recentemente scritta al ministro Romano, d’accordo con tutte le organizzazioni che fanno parte del Copa Cogeca, che hanno fatto altrettanto con i rispettivi ministri dell’Agricoltura, con l’obiettivo di convincere la Commissione, attraverso un’iniziativa che coinvolga la maggioranza degli stati membri, a presentare una proposta di modifica del regolamento CE n. 1234/2007, che consenta di prorogare il sistema dei diritti di impianto.
«La stessa Repubblica Ceca - ha continuato il presidente - ha recentemente ufficializzato la propria opposizione alla liberalizzazione dei diritti di impianto e noi auspichiamo che anche altri ministri dell’Agricoltura aderiscano all’iniziativa. I nostri colleghi europei stanno facendo uno sforzo in tal senso per sensibilizzare i loro Governi sull’importanza della questione e per ottenerne l’appoggio».
OCM vino - La decisione relativa all'estensione del sistema dei diritti dovrebbe essere assunta prima che il rapporto della Commissione sulla riforma dell’OCM vino venga presentato al Consiglio ed al Parlamento Europeo.
«Il dossier è urgente - ha sottolineato - e dobbiamo riuscire ad ottenere dalla Commissione almeno l’assicurazione formale a riaprire concretamente l’analisi della questione definendo tempi e modi e prendendo atto del cambiamento significativo delle posizioni espresse dagli Stati Membri rispetto alla decisione assunta nel 2008».
La questione dei controlli - Nel capoluogo della Toscana, regione ad altissima concentrazione di denominazioni di origine, il presidente Guidi si è soffermato anche sulla questione dei controlli. «In questi giorni - ha detto - l’ICQRF sta lavorando a nuovi piani di controllo sia per le DOP, sia per le IGP. Per le DOP in particolare si tratta di giungere alla definizione di un piano più snello e di un tariffario commisurato e proporzionato ai controlli e più dettagliato e chiaro per i produttori. Per le IGP la proposta della ICQRF, di mettere in pratica la rintracciabilità del prodotto è un buon punto di partenza per rendere più sistematici i controlli delle nostre indicazioni geografiche che, più delle DOP, sono sensibili al costo e alla rigidità del sistema. Noi auspichiamo che il provvedimento finale accolga le nostre proposte di semplificazione che il settore richiede a gran voce».