24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Mentre l'UE va verso Lagarde

Pressing della Cina per sostituire Strauss-Kahn

Anche il messicano Gurria attacca: «E' ora di cambiare»

NEW YORK - Mentre l'ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) Dominique Strauss Kahn aspetta di essere scarcerato dopo la decisione di ieri del tribunale di Manhattan, è sempre più frenetica la corsa al suo successore, con Paesi europei e Paesi emergenti ormai in aperto scontro.

Dalla Cina si sono levate diverse voci per un direttore generale di Pechino: Il Quotidiano del popolo - voce ufficiale del partito comunista cinese - ha ritenuto auspicabile che il futuro direttore del Fmi sia cinese. «Sarebbe un segno notevole di rispetto verso una Cina emergente e una tappa altamente simbolica per ottimizzare l'ordine finanziario internazionale», ha commentato l'organo di partito. «E' giunto il momento di mettere fine al dominio occidentale sul Fmi», ha affermato il commentatore Shan Renping, in un forum pubblicato dal quotidiano ufficiale Global Times. «Una delle principali responsabilità del Fmi è sorvegliare il commercio e portare fondi ai Paesi che necessitano delle capacità che può fornire una Cina in espansione», ha assicurato, citando come esempio Zhu Min, l'ex vice-governatore della Banca popolare della Cina, diventato in seguito consigliere speciale presso il Direttore generale del Fmi.

Ma anche il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), il messicano Angel Gurria è andato all'attacco: «Sono totalmente d'accordo (nell'affermare) che è il momento per cambiare quella che è una tradizione» che vuole che dalla sua creazione nel 1944 l'Fmi sia guidato senza eccezioni da un europeo, ha dichiarato Gurria durante un punto stampa. Questa tradizione «non è una norma, una legge, una regola», ha insistito, aggiungendo: «Credo che, questa volta, è possibile (scegliere un non europeo) ma occorre farlo rapidamente per evitare l'incertezza».

Per far fronte a questa offensiva, l'Ue sta cercando di serrare le fila intorno all'economista e ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. Lagarde, secondo fonti diplomatiche europee, è stata «quasi incoronata» come candidata dell'Europa alla successione di Dominique Strauss-Kahn. Le fonti di Bruxelles scommettono sull'invio di un «segnale» in questo senso già nel corso di una riunione del G8 la settimana prossima in Francia.
«L'Europa dovrebbe reagire in fretta» nel presentare un candidato: «bisognerebbe prendere il posto subito», sottolinea la fonte. «L'Ue non ha altri candidati, non ci sono alternative», e quindi bisognerà «fare i conti» con le ombre giudiziarie che incombono in Francia su Lagarde, collegate all'uomo d'affari marsigliese Bernard Tapie, implicato in varie inchieste per corruzione e falsi in bilancio.