19 agosto 2019
Aggiornato 08:00
Dopo lo scandalo

L'India chiede un voto per il successore di Strauss-Kahn

Il metodo del «consenso» non è credibile, né trasparente

WASHINGTON - Il rappresentante dell'India al Consiglio d'amministrazione del Fondo monetario internazionale, Arvind Virmani, si è detto favorevole all'introduzione di un voto, piuttosto che il metodo tradizionale del «consenso», per designare il nuovo direttore generale dell'Fmi dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn, coinvolto in un caso di presunto stupro a New York.

In un'intervista da Washington, Virmani ha spiegato che questo metodo del consenso favorisce alcuni paesi nel processo di selezione del candidato. «C'è molta gente che sente che il processo non è credibile [...], che alcune nazioni sono praticamente pre-selezionate», ha sottolineato. «Il consenso è una parola molto comoda. Può essere utilizzato in qualsiasi momento, o non esserlo, non è trasparente. Non si sa mai quando questo consenso è raggiunto, chi lo forgia», ha insistito Virmani.

Se i 24 rappresentanti di paesi e gruppi di paesi che compongono il Consiglio d'amministrazione dovessero invece scegliere il metodo del voto, «qualcuno vincerà, qualcuno perderà. E ci sarebbe il vantaggio di un processo aperto e trasparente», ha sottolineato il rappresentante indiano. «Questo sarebbe un processo democratico, dal mio punto di vista», ha concluso.