20 gennaio 2022
Aggiornato 21:00
Stati Uniti

Accordo su bilancio in extremis, evitata paralisi di Governo

Obama soddisfatto. Nuova scadenza tra sei giorni. I due partiti si sono accordati su circa 40 miliardi di dollari di tagli

NEW YORK - All'ultimo momento l'accordo sul bilancio dello stato è arrivato e la paralisi del governo federale è stata evitata. Democratici e repubblicani hanno trovato l'intesa dopo un giorno di trattative a oltranza, a poco pù di un'ora dalla scadenza di mezzanotte dopo la quale le attività non essenziali dello stato federale sarebbero cessate per mancanza di fondi. L'intesa ha spostato la scadenza a giovedì prossimo, dando ai due partiti sei giorni per trovare un accordo definitivo che dia fondi al governo federale fino al termine dell'anno fiscale 2011, il 30 settembre.

Lo ha annunciato alle 10.55 ora di Washington il presidente della Camera, il repubblicano John Boehner. «Abbiamo trovato l'accordo per tenere aperto il governo. Mi aspetto che il testo sia portato al voto di Camera e Senato presto. Si tratta di una risoluzione ponte. È stata una lotta dura», ha detto Boehner. Poco dopo, il capogruppo democratico al Senato Harry Reid gli ha fatto eco dicendo che «non abbiamo fatto l'accordo a quest'ora per fare dei drammi, l'abbiamo fatto a quest'ora perchè è stata dura».

Immediata la reazione positiva di Barack Obama, in diretta tv dieci minuti dopo l'annuncio di Boehner: «Domani il governo federale sarà aperto. E questo perché oggi americani di opinioni diverse hanno trovato un accordo», ha detto il presidente. «Alla fine è stato un dibattito sui tagli alla spesa, non su questioni sociali», ha commentato Obama, toccando senza citarlo direttamente il tema che ha diviso i due partiti fino all'ultimo: i fondi pubblici per Planned Parenthood, un'agenzia privata alla quale i repubblicani volevano tagliare il finanziamento pubblico perché tra i servizi che fornisce ci sono anche aborti. L'intesa secondo il presidente significa per il governo Usa che «cominciamo a vivere secondo i nostri mezzi», riducendo la spesa pubblica.

I due partiti si sono accordati su circa 40 miliardi di dollari di tagli al budget del governo di qui a fine settembre. L'intesa evita quello che sarebbe stato il primo «government shutdown» dal 1995, una paralisi che avrebbe mandato a casa senza stipendio almeno 800.000 dipendenti pubblici e chiuso ministeri, musei, parchi nazionali e pressoché tutte le attività dello stato eccetto sanità, difesa e controllo del traffico aereo. Secondo David Gergen, ex consigliere di vari presidenti fino a Bill Clinton, i due partiti hanno abbandonato le posizioni intransigenti mostrate finora per evitare l'ira dell'elettorato: «Hanno fatto un accordo per la vergogna. In situazioni del genere in precedenza, ho visto che la vergogna è una grande motivazione».