28 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Confagricoltura Veneto

Ma cosa pensa il consiglio regionale dell'agricoltura?

Il commento del presidente di Confagricoltura Veneto, Guidalberto di Canossa, alla riunione straordinaria del Parlamento regionale su problemi e prospettive del settore primario

VENEZIA - «Dedicare una riunione straordinaria all'agricoltura per discutere non di emergenze ma delle prospettive di sviluppo del settore», ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Veneto Guidalberto di Canossa a margine della giornata che il Consiglio regionale ha voluto impegnare su questi argomenti «è sicuramente apprezzabile». Tuttavia il bilancio dei lavori non può considerarsi del tutto positivo, dal momento che si sono evidenziate preoccupanti divergenze all'interno della maggioranza e le forze politiche non sono riuscite a convergere su di una linea comune. Ci auguriamo che le due risoluzioni, una del PdL e della Lega, l'altra del Pd, che saranno discusse nella prossima riunione del Consiglio regionale, possano rappresentare quell'orientamento politico unitario di cui l'agricoltura ha bisogno per costruire il proprio sviluppo».

«Per quanto riguarda i contenuti del dibattito» ha precisato di Canossa «colpisce ma non sorprende l'esigenza, espressa da tutti, seppure con sfumature diverse, di una profonda riforma degli enti strumentali della Regione, Veneto Agricoltura ed AVEPA, la cui presenza risulta troppo pesante in termini di costi e non abbastanza efficace per le esigenze di snellezza ed efficienza amministrativa espresse dalle imprese». «Circa la nuova PAC ed il prossimo Programma di Sviluppo Rurale» ha continuato il presidente di Confagricoltura Veneto «le posizioni sono ancora varie e devono essere ricondotte ad un disegno unitario: tuttavia dal dibattito consiliare è emersa con chiarezza la necessità di perseguire l'obiettivo della competitività delle imprese, intorno al quale si può costruire la futura politica agricola regionale».

«Per quanto riguarda gli Organismi Geneticamente Modificati» ha concluso Guidalberto di Canossa «ringrazio i consiglieri che hanno portato l'argomento in discussione collocandolo all'interno dei suoi giusti confini, che sono quelli della tutela della salute umana. Se è vero, come è vero, ad esempio, che il mais geneticamente modificato è resistente ad una micotossina pericolosa come la fumonisina, nessuno ha diritto di accantonare il tema degli OGM, che deve essere approfondito per la responsabilità che il mondo agricolo si assume quotidianamente nei confronti della salute dei consumatori».