24 gennaio 2021
Aggiornato 17:30
Crisi economica

Usura «boom» nel 2011: +116,3%

Lo rilevano i dati diffusi ieri a Genova a conclusione del convegno «Usura e fisco e riscossioni tributi», che saranno pubblicati sul magazine Contribuenti.it

ROMA - Allarme usura in tutta Italia. «Nel 2011 sta dilagando l'usura in tutta Italia, ed in particolare nel Mezzogiorno, a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovra indebitamento delle famiglie in Italia, nei primi 2 mesi del 2011, è cresciuto del 165,8%, rispetto allo stesso periodo del 2010 e l'usura è aumentata del 116,3%». Lo rilevano i dati diffusi ieri a Genova a conclusione del convegno «Usura e fisco e riscossioni tributi», che saranno pubblicati sul magazine Contribuenti.it, dall'Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia.

«In Italia nel 2011 sono a rischio d'usura 2.310.000 famiglie e 2.030.000 piccoli imprenditori - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di 35.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 54.600 euro».
«Al primo posto delle regioni maggiormente esposte all'usura - afferma Vittorio Carlomagno presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani - troviamo la Campania, Liguria, Valle d'Aosta, Toscana, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Lazio, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Trentino-A.Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise.
«La crisi economica, l'aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, la impossibilità di accesso al credito bancario, la crescita dei giochi d'azzardo legalizzati ed il boom delle carte di credito revolving, con tassi del 25,92%, - continua Carlomagno - stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese nelle mani di spregiudicati usurai».

«I dati - conclude Carlomagno - confermano che il fenomeno sta aumentando e l'apice potrebbe essere raggiunto a giugno in coincidenza con il pagamento delle tasse. In passato, ogni qual volta l'economia ha segnato brusche frenate, l'usura ha subito delle forti crescite. Ora c'è un ulteriore problema: oltre la poca propensione alla elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l'uso spregiudicato dei giochi d'azzardo legalizzati, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti».
Contribuenti.it chiede urgentemente al governo di sospendere la riscossione delle imposte nei confronti di tutti coloro che sono assistiti dalle Fondazioni Antiusura e di quelli che hanno perso di recente il posto di lavoro, di bloccare il gioco di azzardo legalizzato in tutti i luoghi pubblici e, soprattutto, di riformare urgentemente il fisco, accorpando la funzione di accertamento e riscossione in testa ad un unico soggetto pubblico, che si qualifichi per trasparenza equità ed imparzialità, abbandonando per sempre la logica del profitto».