Cina, scatta nuova stretta politica monetaria
Aumentate nuovamente le riserve obbligatorie delle banche commerciali
PECHINO - Nuova stretta di politica monetaria in Cina, ancora una volta sulle riserve obbligatorie a carico della banche commerciali, che sono state aumentate di un altro mezzo punto percentuale. Dall'inizio dell'anno è già la seconda volta che la banca centrale cinese aumenta questo parametro, che era stato ripetutamente ritoccato al rialzo durante il 2010, con una strategia che appare orientata a arginare le abbondanti liquidità in circolazione nel suo sistema economico - che grazie ai forti tassi di crescita richiama anche ingenti capitali dall'estero - e possibili bolle speculative nella dinamica di forti prestiti bancari e aumenti dei prezzi nell'immobiliare.
RINCARO DEL MATTORE - Proprio oggi i dati dell'ufficio nazionale di statistica cinese hanno evidenziato come i prezzi degli immobili abbiano continuato a salire nella stragrande maggioranza delle metropoli cinesi: in 68 città sulle 70 monitorate. A Pechino nel gennaio di quest'anno i prezzi risultavano del 6,8 per cento più altri rispetto a un anno fa, a Shanghai dell'1,5 per cento. Aumentando la soglia delle riserve obbligatorie delle banche - rispetto al totale dei deposito in custodia - indirettamente le autorità limitano la capacità delle stesse banche di erogare credito, e così di contribuire a impennate del mattone. Parallelamente nei mesi scorsi la Banca centrale ha anche alzato i tassi di interesse, e le sue manovre restrittive hanno a più riprese suscitato alcuni timori dei mercati. Una moderazione della crescita economica cinese potrebbe frenare tutta la ripresa globale.
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