9 febbraio 2023
Aggiornato 06:00
Eurozona

Tremonti: «E' tornato lo spirito comune e costruttivo»

Lo ha detto oggi a Bruxelles, alla fine del Consiglio Ecofin, il ministro dell'Economia: «Dopo la reazione al tentativo di diarchia franco-tedesca»

BRUXELLES - Il cosiddetto 'Patto' franco-tedesco per la competitività ha provocato una levata di scudi nell'Ue per il «metodo diktativo» con cui è stato proposto, ma ora sta tornando lo spirito comunitario e costruttivo che ha permesso, a partire dal 10 maggio scorso, di costruire l'arsenale di misure d'emergenza contro la crisi finanziaria dell'Eurozona. Lo ha detto oggi a Bruxelles, alla fine del Consiglio Ecofin, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, precisando di non avere molto, a parte il metodo, da obiettare ai contenuti del «Patto».

Tremonti ha rilevato come la riunione di oggi si sia svolta sotto il «positivo segno dello ragione unitaria e comunitaria della costruzione europea». Negli ultimi tempi, ha osservato, «a causa di diversi eventi, c'era stata una reazione di molti piccoli paesi che hanno chiesto di contare come hanno sempre contato contro il tentativo della 'diarchia' (dei franco-tedeschi, ndr) di imporsi».

Ma oggi, ha riferito il ministro, «si è tentato di ritornare allo spirito del 10 maggio 2010 di fronte all'emergenza comune». In quella data, ha ricordato, durante un vertice straordinario sulla crisi finanziaria dell'Eurozona per salvare la Grecia, «sono stati posti i quattro pilastri della nuova architettura economica e politica dell'Europa: la Bce ha cominciato a operare per difendere la moneta unica, si è posta la base per la 'facility' europea (il fondo 'salva Stati' Efsf, che sarà deciso più tardi per l'Irlanda, ndr ), si è imposto il rigore sui bilanci e si è deciso di lanciare il 'semestre europeo'» per il coordinamento preventivo delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri.

«Ma poi - ha lamentato il ministro - i venti dell'autunno hanno soffiato nella direzione sbagliata e la fiducia dei mercati si è di nuovo ridotta». Ora la discussione si sta di nuovo sviluppando nello spirito de 10 maggio, su posizioni che devono essere comuni, responsabili e costruttive», lungo la linea espressa dal presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, secondo cui «se non siamo d'accordo tutti su tutto, non siamo d'accordo su niente». Questo, ha sottolineato Tremonti, «è un metodo che finora ha funzionato, è il rispetto per le diverse posizioni sul presupposto che tutte sono rispettabili».

Quanto ai contenuti del 'Patto' per la competitività, il ministro ha detto che «nell'elenco delle ipotesi fatte nell'ultimo vertice Ue», il 4 febbraio «va più o meno bene tutto»: le regole costituzionali sui bilanci sani, lo stop alle indicizzazioni dei salari, le pensioni adattate all'evoluzione demografiche. «A parte il metodo 'diktativo' con cui sono state presentate - ha concluso -, possono tutte contribuire a far bene alle finanze pubbliche e alla competitività».