18 maggio 2024
Aggiornato 14:30
Economia

In Europa la crescita rallenta: 0,3%

Eurostat: «Nel terzo trimestre frenata superiore al previsto». Trichet: «Adesso ciascuno degli stati membri si assuma i propri rischi»

BRUXELLES - La crescita economica ha rallentato più del previsto nel terzo trimestre della zona euro, allo 0,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti, contro lo 0,4 per cento previsto. Lo ha indicato l'Ufficio europeo delle statistiche Eurostat, nella terza e ultima stima.
Nel secondo trimestre, la crescita era rimbalzata all'1 per cento nella zona euro, dopo lo 0,4 per cento nel corso dei tre mesi precedenti. Per l'insieme dei 27 Paesi dell'Unione europea, Eurostat in compenso ha confermato la sua cifra del terzo trimestre, allo 0,5 per cento.

E' la Svezia che ha registrato la crescita più consistente (+2,1 per cento), seguita dal Lussemburgo (+1,5 per cento) e la Polonia (+1,3 per cento). La Germania, prima economia della zona euro, ha visto la sua crescita rallentare allo 0,7 per cento, dopo un notevole rimbalzo - del 2,3 per cento - nel precedente trimestre. In Italia, la crescita ha piegato allo 0,3% (cioè più che lo 0,2% previsti a là), mentre è stata nulla in Spagna e in Olanda (rispetto al calo del pil previsto dello 0,1 per cento).

Trichet: «I paesi siano responsabili» - «Dopo uno degli anni più difficili per la nostra, ancora giovane, moneta comune è ora di voltare pagina. È ora che ciascuno degli stati membri si prenda le proprie responsabilità»: lo ha detto oggi il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, durante un incontro con i vertici della Csu in Baviera.
«Ed è ora - ha aggiunto Trichet - di rafforzare il codice di condotta per i governi nazionali, in particolare il Patto di stabilità e di crescita. La chiave per uscire dalla fase di difficoltà è intervenire con più incisività nel ridurre i deficit».
E sull’euro: «La moneta unica è una valuta stabile, quanto lo sono state le valute più stabili che l’hanno preceduta, compreso il marco tedesco» e questa stabilità «vale ora per un’area valutaria con 331 milioni di abitanti». L’euro, dalla sua creazione, «si è bene affermato come una valuta credibile, di cui i cittadini dell’eurozona possono essere orgogliosi» e questo «è importante per tutti gli stati membri dell’unione, sia individualmente sia a livello collettivo, visto che tutti assieme dobbiamo affrontare le sfide dell’economia globale».