Epifania: per gli agriturismi niente «pienone»
Ma si avvertono segnali di ripresa. Vacanze “mordi e fuggi”. Si conta molto sul “last minute”. Si spera in un rilancio nel 2011, dopo un 2010 non certo esaltante
ROMA - Non sarà il «tutto esaurito», complice anche l’appena trascorso Capodanno che ha visto tante persone attendere l’arrivo del 2011 a contatto con la natura, ma si può sicuramente parlare di «buona tenuta». Per l’agriturismo italiano il prossimo e unico lungo «ponte del 2011», quello che coincide con l’Epifania (dal 6 al 9 gennaio) si avvertono segnali di ripresa, dopo dodici mesi non certo facili. Pur non al «top», le prenotazioni, nonostante le difficoltà delle famiglie, lasciano trasparire ottimismo da parte degli operatori. La vacanza, anche in questa occasione, non sarà di quattro giorni, però ci si affida molto al «last minute» per una breve permanenza (due giorni) che sembra ormai divenuto, in questi ultimi anni, il «leit motiv» per l’agriturismo italiano. È quanto rileva Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che sottolinea che ci sono i presupposti perché il nuovo anno possa segnare un punto di svolta positivo per il comparto.
Le mete più gettonate, anche per la vicinanza alle stazioni sciistiche, sono ancora - segnala Turismo Verde-Cia- quelle del Trentino, del Veneto, dell’Abruzzo, del Piemonte, della Lombardia. Affluenza si annuncia anche nelle aziende che si trovano vicine delle città d’arte. Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Sicilia e Marche in testa. Ma anche le altre regioni tengono bene, ognuna con la sua peculiarità di offerta. Il desiderio della riscoperta di sapori autentici e genuini, accompagnati dalla possibilità di riportare a casa un po’ di queste prelibatezze lavorate e trasformate, è un motivo in più per fuggire via dalla città e dal faticoso tran-tran quotidiano alla ricerca delle straordinarie bellezze naturali che tutto il nostro Paese offre.
Dunque, il «ponte della Befana» sarà un banco di prova importante per l’anno appena cominciato. E guardando le prenotazioni, si evidenziano spostamenti all’interno delle stesse regioni, o tutt’al più nelle regioni limitrofe e questo può far ben sperare in un bilancio positivo i nostri imprenditori agrituristici. Ma -conclude Turismo Verde-Cia- ancora una volta sarà il «last minute» a fare la differenza.
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