20 ottobre 2021
Aggiornato 15:30
Sanità

Cisl Puglia: guardiamo all'integrazione tra sanità territoriale e ospedale

BARI - Il progetto di piano sanitario più corrispondente ai bisogni delle persone e più aderente al territorio della Puglia passa attraverso la definizione di un modello sanitario che veda nei Distretti Sanitari, negli ambulatori, nelle cittadelle della salute, nelle strutture di riabilitazione, nelle RSA e nell'Assistenza Domiciliare, il perno su cui sviluppare tutti gli investimenti in termini finanziari e di risorse umane, ovviamente in stretta integrazione con una rete di ospedali in cui le persone accedono per le fasi acute di cura.
Questa è la linea della Cisl di Puglia tracciata stamattina a Bari durante il Convegno regionale: La sanità in Puglia. Tra debiti, Piani di rientro e progetti di crescita la salute delle persone.
Il paziente e la sua famiglia, secondo la Cisl, devono avere una chiara visione di dove curarsi, attraverso la Porta Unica di Accesso, di chi li prenderà in carico, di chi dovrà decidere quale cura e quale assistenza. La Cisl, secondo la segretaria regionale, può e vuole dare un contributo per curare la sanità malata.
«Ci vuole una grande coralità d'impegno - ha osservato il Segretario generale della Cisl di Puglia, Giulio Colecchia - bisogna mettere insieme le risorse pubbliche con quelle private. La sanità è una questione che interessa l'intera comunità».
«E' necessario territorializzare i servizi - ha incalzato Pietro Cerrito, Segretario confederale della Cisl nazionale - questo consente l'abbassamento dei costi. Poi bisogna creare ospedali ad alta tecnologia e ad alta specializzazione. C'è comunque uno spazio per migliorare la qualità dell'assistenza - ha aggiunto - perché abbiamo 21 regioni che hanno 21 servizi sanitari diversi. Purtroppo da Roma in giù abbiamo alti costi con cattiva qualità».
Al dibattito è intervenuto anche il Segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, il quale ha tracciato la ricetta della regione benchmark spiegando che «abbiamo tagliato gli ospedali, da 70 a 40 con 4 punte di eccellenza, e abbiamo messo assieme sanità e sociale dove il cittadino trova tutti i servizi di cui ha bisogno. La Toscana - ha spiegato Cerza - ha anche centralizzato i servizi di spesa risparmiando, negli ultimi 6 anni centinaia di milioni di euro».