24 maggio 2022
Aggiornato 08:30
La crisi del debito

Sì dei Ministri UE agli aiuti per l'Irlanda

Il Dublino «in cambio» mette allo studio un piano d'austerità per 15 miliardi di euro

DUBLINO - L'Irlanda cede e chiede gli aiuti internazionali. Il ministro irlandese delle Finanze, Brian Lenihan, ha raccomandato formalmente che il paese richieda gli aiuti finanziari dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale. A seguire, una serata convulsa ha visto le consultazioni telefoniche dei ministri finanziari dell'Eurogruppo; si attendono quelle dei ministri Ue e del G7.
Il governo irlandese ha in cantiere un piano di austerità finalizzato ad economie per 15 miliardi di euro su quattro anni: si tratta di un intervento importante, pari al 10% del prodotto interno lordo irlandese.

PRESTITI GARANTITI - I ministri delle Finanze dell'eurozona avrebbero dato un via libera di principio perché Dublino possa beneficiare del piano di aiuti internazionale, che prevede il ricorso a un meccanismo di prestiti garantiti da parte dei Paesi dell'unione monetaria, nonché a dei prestiti da parte del Fondo monetario internazionale e a dei prestiti garantiti sul budget Ue.
Il dispositivo dovrebbe essere completato da altri prestiti bilaterali in favore dell'Irlanda da parte del Regno Unito e della Svezia, due paesi che non fanno parte dell'eurozona, così da fornire il soccorso necessario alle banche irlandesi in crisi. Il Regno Unito si è già detto pronto a fare la sue parte, mentre dalla zona Euro qualche perplessità è stata sollevata dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble.