26 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Unicredit

Nicastro: possibile riassetto a Est e acquisizioni

Il Direttore Generale in un colloquio con il quotidiano «La Stampa»: il mercato delle acquisizioni frena ma continueremo a crescere

ROMA - «Il Centro ed Est Europa sono cruciali per Unicredit, continueremo a crescere, soprattutto in Russia, Polonia, Croazia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Turchia, ma nei Paesi più piccoli e dove abbiamo una quota di mercato più bassa potremmo valutare una riconfigurazione delle attività». A dirlo è il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro, in un colloquio con il quotidiano La Stampa.

«Non c'è nessun piano al momento», precisa Nicastro, ma solo «qualche ragionamento, qualche riflessione». Sui nomi dei Paesi sui quali Unicredit studierebbe un riassetto Nicastro preferisce non sbilnciarsi. Ma uno studio recente della banca d'affari Goldman Sachs ipotizza, come aree meno profittevoli per Unicredit, il Kazakhstan, dove l'indice di redditività del capitale (Roe) nei primi sei mesi del 2010 è negativo per il 67%, l'Ucraina (dove il Roe è 0%) e i Paesi Baltici (Roe a -8%), dove la quota di mercato è molto bassa (tra l'1 e l'1,5%). Il quadro sulle possibili dismissioni potrebbe essere più chiaro il 2 dicembre, quando a Londra i vertici di Unicredit presenteranno l'investor day, dedicato proprio all'Europa Centrale e Orientale.

Per quanto riguarda possibili nuove acquisizioni da parte di Unicredit, il dg Nicastro ha spiegato che «il mercato delle acquisizioni - ha spiegato Nicastro - si è abbastanza rallentato, comunque il gruppo resta attento alle opportunità che si presenteranno». «L'obiettivo della banca unica - ha aggiunto Nicastro - sarà anche quello di sviluppare l'export delle piccole medie imprese italiane in Polonia, Romania, Russia e Turchia».

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