Sinistra, Idv e poco Pd in piazza. Ovazione per Vendola
Bersani manda Fassina: «Il partito è tutto al fianco dei lavoratori». Casini: «Impossibile costruire alternativa con chi ha aderito»
ROMA - Sfilano soprattutto le bandiere dei partiti della sinistra extraparlamentare e quelle dell'Italia dei Valori accanto a quelle della Fiom che oggi hanno pacificamente invaso le vie di Roma. E il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, si conquista una vera e propria ovazione al suo arrivo in testa al corteo. Si vede poco il Pd che ha deciso di non aderire alla manifestazione ma di dare il via libera alle partecipazioni individuali.
In piazza il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, manda un suo fedelissimo: è Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro della segreteria del Pd, che ai giornalisti spiega che nel partito «ci sono valutazioni diverse, ma siamo tutti con i lavoratori, siamo qui in molti della segreteria e parlamentari per raccogliere le domande importanti che vengono alla politica dal mondo del lavoro». C'è l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano secondo cui «il Pd deve stare dove stanno i lavoratori», sfilano anche i deputati Michele Meta, i senatori Vincenzo Vita, Ignazio Marino, Paolo Nerozzi e Achille Passoni, questi ultimi due ex sindacalisti Cgil.
Si fa sentire - e parecchio - il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che punta il dito contro il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che nei giorni scorsi ha lanciato un allarme infiltrazioni sulla manifestazione: «Qui ci sono dei lavoratori e non dei delinquenti. I delinquenti sono coloro che non li ascoltano o che aizzano la violenza». La manifestazione di oggi, attacca l'ex pm, è «una rivedicazione di cittadinanza da parte di persone che non ne possono più di essere trattate come bestie» da «un governo che di fatto si fa solo i fatti propri».
In piazza scendono i Verdi e tutta la sinistra extraparlamentare: il Pdci di Oliviero Diliberto che sfila al fianco di Paolo Ferrero, leader di Rifondazione Comunista. E Vendola fotografa così la giornata: «Oggi si è aperto il cantiere dell'antiberlusconismo. C'è una Italia migliore di Berlusconi, della paura: questo è ciò che ci dice questa piazza. Noi abbiamo una grande unità di popoli, una unità dal basso».
Ma lontano dalla piazza c'è chi, come il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, uno dei 'corteggiati' dal Pd proprio per costruire l'alternativa a Berlusconi, boccia tout court chi è sceso in piazza con la Fiom: «Se si pensa di fare l'alternativa a Berlusconi con chi è in quella piazza ci si sbaglia perché lì non c'è riformismo. La politica di governo, la piattaforma alternativa a Berlusconi è un'altra cosa. E questa è la grande contraddizione che il Pd deve ancora risolvere».