21 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Ricerca Regus

Cresce la ripresa e le aziende tornano ad assumere

In Italia solo un azienda su quattro pensa di assumere e il nostro “indice di ottimismo” e più basso rispetto alla media globale

MILANO – Le imprese di tutto il mondo desiderano assumere nuovo personale; questo è uno dei primi segnali che la ripresa economica globale e la crescita sono su una traiettoria in ascesa.
Questo è il dato principale dell’ultima edizione di «BusinessTracker», la ricerca semestrale di Regus – il leader mondiale di soluzioni per gli spazi di lavoro – che ha raccolto le opinioni di oltre 10 000 manager e businessman in tutto il mondo. Il fatto che le imprese siano intenzionate ad assumere nuovo personale indica che l'attitudine del mondo imprenditoriale sta cambiando, a favore di una crescita attraverso investimenti nel capitale umano.

I dati: più di un terzo delle aziende di tutto il mondo (il 36% netto[1]) intervistate ha affermato che intende aumentare il numero di dipendenti.
In Italia però, tale percentuale si attesta al di sotto della media globale, con solo il 25% netto di aziende pronte ad assumere.
Questi dati sono particolarmente significativi e incoraggianti se confrontati con le recenti osservazioni dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale) e dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), secondo cui la disoccupazione globale ha raggiunto dimensioni record negli ultimi tre anni (210 milioni di persone a partire 2007). Le due Organizzazioni internazionali hanno messo in guardia sui i problemi che potrebbero colpire le economie nazionali se queste tendenze dovessero continuare. La disoccupazione, infatti, riduce il gettito fiscale nazionale e aumenta la spesa pubblica. I risultati della ricerca Regus Business Tracker però ci dicono che la disoccupazione nel mondo potrebbe ridursi nel 2011.

L’indice di ottimismo - La ricerca ha sondato le opinioni di oltre 10 000 manager in 78 paesi, interrogandoli sul loro stipendio attuale e su quello previsto per il futuro, sulla loro redditività e sulle loro aspettative riguardo alla crescita economica nazionale. Tali indicatori costituiscono la base dell' »indice di ottimismo delle imprese», che solitamente riflette la performance reale delle aziende nonché le loro prospettive a breve termine. A livello globale, quest’ultima edizione dell'indice mostra un panorama di previsioni molto più positivo, con un maggior numero di paesi ottimisti rispetto a sei mesi fa. In Italia però, l'indice globale si è attestato a quota 90: otto punti in meno rispetto alla media mondiale di 98.

Mark Dixon, CEO di Regus, commenta: «L’intenzione di incrementare la forza lavoro in tutto il mondo indica chiaramente che le aziende vogliono essere preparate a cogliere le opportunità che potrebbero offrire i mercati in ripresa. In Italia alcune delle maggiori aziende come Telecom Italia SpA e UniCredit SpA prevedono di tagliare in totale almeno 8.600 posti di lavoro e di mettere 2 200 dipendenti in a orario ridotto, il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5% nel secondo quadrimestre del 2010. Il tasso di disoccupazione in Italia è il più alto che si sia mai avuto dal 2003 ma il paese lotta per la ripresa.[2]
Malgrado l’ottimismo generale, la nostra inchiesta mostra anche che il 41% delle imprese ha ancora intenzione di ridurre i costi di gestione, non solo attraverso la riduzione del personale. Ciò mostra un’attitudine globale di cauto ottimismo. Mentre le imprese si aspettano di trovare economie pienamente operative, è probabile che vedremo sempre più aziende offrire orari di lavoro flessibili ai propri dipendenti presenti o futuri, nel tentativo di giungere a un migliore equilibrio tra vita e lavoro e dare vita a una modalità di funzionamento più svelta.»