27 luglio 2021
Aggiornato 02:00
Convegno dei Cavalieri del Lavoro

Marchionne: l’Europa ritrovi una strategia d’intevento comune

Benedini: «Credere ed investire nella UE; noi Cavalieri del lavoro in prima linea»

FIRENZE – Si è svolto oggi nell'auditorium della Banca CR Firenze il convegno annuale della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, quest'anno dedicato alle tematiche europee. Un parterre di relatori di primissimo piano ha dibattuto per oltre quattro ore di crisi economica e strategie europee per poterne uscire, con l'agenda fissata da «Europa 2020» come stella polare per rilanciare e promuovere un adeguato sviluppo economico del Vecchio Continente.

BENEDINI - Il convegno è stato introdotto dall'intervento del Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Benito Benedini: «Se vogliamo che le economie tornino a crescere - ha sottolineato Benedini - che la voce del Vecchio Continente torni a contare nella politica internazionale, che vi sia equità nelle opportunità che i cittadini hanno a disposizione, l'Europa non può essere né un contenitore vuoto, né un alibi rispetto alle responsabilità nazionali. Nell'Europa dobbiamo tornare credere e tornare a investire, perché insieme siamo più forti. La strategia 'Europa 2020' ci fornisce le linee guida: sta a noi, a noi Paesi, a noi governi, a noi imprenditori, seguire questo faro, facendone un punto di riferimento per le nostre scelte aziendali, ma anche stimolando l'azione della politica e delle istituzioni. Su questo fronte, noi Cavalieri del Lavoro - ha concluso Benedini - che rappresentiamo più del 60% del turnover nazionale e più del 30% del Pil nazionale, dobbiamo essere in prima linea».

FRESCOBALDI - Anche Vittorio Frescobaldi, Presidente del Gruppo Toscano-Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro, ha evidenziato come «Trattato di Lisbona e strategia 'Europa 2020', che sono traguardi concordati da vari Stati dell'Unione Europea, devono essere conseguiti con uno sforzo comune e soprattutto con una forte convinzione dell'utilità di quanto deciso. Non si può non notare, infatti - ha osservato Frescobaldi - che la costruzione europea viene spesso in parte contestata da settori dell'opinione pubblica. L'imprenditoria ha anche il compito di accrescere la produttività del sistema economico e dare il suo contributo affinché non resti nel libro dei sogni quanto deciso dai trattati».

BENEDETTI - La prima parte del meeting si è chiusa con l'intervento del Aureliano Benedetti, Presidente di Banca CR Firenze: «Il mondo imprenditoriale e finanziario - ha ricordato - è oggi chiamato a un impegno straordinario in un contesto di crisi globale, che coinvolge anche la responsabilità della fiducia e della progettualità per il futuro, soprattutto per le giovani generazioni. Dobbiamo sollecitare azioni per un più forte coordinamento delle politiche economiche europee: non possiamo correre il rischio di andare incontro a una crescita definitivamente compromessa condizionante i livelli di occupazione. Dobbiamo agire con decisione traendo insegnamento dalla crisi mondiale, sfruttando i nostri punti di forza; ancora numerosi, ma per quanto tempo?».

ROCCALa seconda parte del convegno, dedicata al tema «Per ritrovare la crescita in Europa», ha visto le relazioni di Gianfelice Rocca, Presidente del Gruppo Techint, e di André Sapir, professre dell'Université Libre di Bruxelles.
«L'Europa esce dalla crisi meglio di quanto si creda - ha affermato Rocca -. La crisi non è stata finanziaria, ma strutturale, con successive ricadute finanziarie. La sfida dei prossimi anni, per l'Europa, è la presenza di una componente manifatturiera sofisticata di terza generazione».
Mentre il professor André Sapir ha evidenziato che «salvare il sistema finanziario, salvare l'euro, è una questione di sopravvivenza per l'Ue. Ed 'Europa 2020' è la risposta dell'Europa. Per uscire dalla crisi - ha aggiunto - occorre una ristrutturazione del debito e una sorveglianza sistematica tramite un'autorità economica».

L'incontro si è chiuso con la tavola rotonda moderata da Gianni Riotta, direttore de Il Sole 24 Ore, e introdotta da Josep Borrell Fontelles, Presidente dell'Istituto Universitario Europeo, che si è concentrato sull’importanza del ruolo della «formazione e dell’istruzione nella strategia di Europa 2020. Un tema di importanza cruciale per il futuro dell’Europa e dei suoi Stati membri – ha osservato -. Un tema che deve essere ai primissimi posti nell’agenda Ue».

BINI SMAGHI - Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Bce, ha osservato come «l’Italia è ancora indietro nella ripresa e le prospettive sono modeste, soprattutto considerando il reddito medio. Nei prossimi 10 anni la crescita rischia di essere ulteriormente appesantita da debito pubblico, tassi d’interesse, posizione competitiva, prezzi delle materie prime e dalla questione demografica. Tutti parametri che si sono aggravati rispetto a 10 anni fa. Il debito pubblico è più alto anche se l’indebitamento di famiglie e imprese non finanziarie è minore in Italia rispetto ad altri paesi europei. La quota di abbandoni scolastici deve essere portata sotto il 10%. Uno degli obiettivi è che almeno il 40% dei giovani completi il ciclo di educazione terziario. In Italia siamo solo al 19% in entrambi i casi. Il basso contenuto tecnologico dell’export - ha aggiunto - spiega la bassa crescita delle esportazioni. Il trend delle materie prime è sfavorevole, le tendenze demografiche sono negative. Partendo da questi handicap è ancora più importante per l'Italia adottare rapidamente riforme, in linea con gli obiettivi di Europa 2020».

VECCHIONI - Federico Vecchioni, Presidente di Confagricoltura, ha ribadito la sua «fiducia nell'Europa», ma ha ammonito: «Serve una rigida mentalità imprenditoriale», e alle istituzioni ricorda: «E' assurdo che non sappiano spendere e allocare le risorse europee per il settore agroalimentare».

D'AMATO - Antonio D'Amato, Presidente del Gruppo Seda, ha accusato «la mancanza di identità, di valori e di strategie», e «il fallimento degli obiettivi di Lisbona. L'Europa si deve dare uno strumento di governo delle politiche economiche. Occorre - ha detto - ripensare un nuovo sviluppo dell'Ue, a partire dalla riforma delle pensioni e del sistema di istruzione, con un'Europa più unita sul piano economico e istituzionale».

SARCINELLI - Infine Mario Sarcinelli, Presidente di Dexia Crediop, che ha invitato a considerare «la nuova strategia denominata ‘Europa 2020’» come «l’occasione per invertire la rotta per quanto riguarda il Pil potenziale e per crescere ad un tasso pari a quello medio dell’Eurozona».

MARCHIONNE - I lavori sono stati conclusi dalle relazioni da Sergio Marchionne, ad del Gruppo Fiat, e di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue. «In questa fase di crisi, perseguire l'austerità può minare le prospettive di lungo periodo - ha detto Marchionne - e invece questo è il momento per sostenere i lavoratori e le famiglie». Secondo l'ad Fiat, infatti, «proteggere il presente, a scapito del futuro, è un rischio che non possiamo correre», mentre «è proprio adesso il momento di sostenere i lavoratori e le famiglie, di stimolare i consumi, di dare solidità e concretezza ai segnali di ripresa». Dunque è «il momento di usare il modello di welfare che abbiamo promosso, e che ci distingue dal resto del mondo, per stimolare e gestire i processi di cambiamento senza traumi, invece che per difendere l'immobilismo. Nel far questo - ha concluso Marchionne - l'Europa potrebbe ritrovare una strategia di intervento comune, che è mancata in modo eclatante durante la crisi».

TAJANI - Mentre Antonio Tajani ha espresso l'auspicio che tutti avviino «una nuova stagione. L'ultima fase della crisi è l'inizio di una nuova stagione per il rilancio dell'economia. La Commissione europea - ha ricordato - ha avviato una serie d'iniziative, come sulla sorveglianza bancaria. La prossima settimana approveremo una comunicazione sull'innovazione, che è strumento indispensabile per la nuova politica industriale. Presenteremo entro la fine del mese la strategia della politica industriale, con una serie d'iniziative per una sorta di nuova rivoluzione. In futuro lavoreremo anche per valutare la crescita e lo sviluppo dei singoli paesi. E' importante ridurre il debito - ha assicurato il vicepresidente della Commissione Europea - ma anche avere una politica per sviluppo e crescita».