4 dicembre 2020
Aggiornato 09:30
Conti pubblici

Domani arriva il nuovo Dpef, Pil 2010 intorno all'1%

Per Brunetta può crescere fino all'1,3%. Possibile calo nel 2011

ROMA - Nella giornata più calda per il governo e la maggioranza da inizio legislatura, l'esecutivo guarda avanti e presenta domani in Consiglio dei ministri la Decisione di finanza pubblica, l'ex Dpef, con le linee programmatiche della politica economica per i prossimi anni. Il documento arriva con qualche giorno di ritardo (la scadenza era il 15 settembre) rispetto alla tabella di marcia fissata dalla riforma della contabilità. Riforma che manda in soffitta il Dpef, che di solito veniva presentato prima dell'estate, e cambia la Finanziaria in Legge di stabilità (da presentare entro il 15 ottobre).

Nuovo quadro macroeconomico - Insieme alle linee guida della politica economica del governo, la Dfp conterrà il nuovo quadro macroeconomico con le stime aggiornate rispetto alla Ruef dello scorso maggio, sulla cui base è stata costruita la manovra estiva. C'è attesa per le nuove previsioni sul Pil che dovranno tenere conto della congiuntura e degli effetti dell'ultima manovra, costruita per centrare gli obiettivi, concordati con l'Ue, di un deficit al 3,9% nel 2011 e del 2,7% nel 2012, dal 5% di quest'anno. Le ultime previsioni della Relazione unificata di maggio indicavano una crescita all'1% per il 2010, all'1,5% per il 2011 e al 2% per il 2012. Le nuove stime potrebbero confermare una crescita intorno all'1% per quest'anno, con una leggera revisione a ribasso per l'anno prossimo.

Le stime dell'Europa - Recentemente la Commissione europea ha aumentato le stime di crescita per l'Italia, prevedendo un aumento del Pil dell'1,1% quest'anno, mentre la precedente previsione lo indicava a +0,8%. Secondo il Fondo monetario, invece, l'Italia quest'anno crescerà dello 0,9%, e nel 2011 dell'1%. Nei giorni scorsi si è mostrato ottimista il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, secondo cui il Pil quest'anno potrebbe superare le scorse stime e arrivare fino all'1,3%.