24 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Crisi finanziaria

Almunia: le banche italiane le migliori nella crisi

Il Commissario UE per la concorrenza al Workshop Ambrosetti: «Per il sistema bancario europeo il peggio è alle spalle»

CERNOBBIO - La banche italiane sono state le meno colpite dalla crisi finanziaria e ora l'auspicio è che possano essere le migliori anche nella capacità di finanziare l'economia reale. L'esortazione viene dal Commissario Ue per la concorrenza, Joaquin Almunia, in un conferenza stampa tenuta al workshop Ambrosetti a Cernobbio. «Finora le banche italiane sono state le migliori ad affrontare la crisi e mi auguro che saranno le migliori anche a soddisfare le richieste di finanziamento delle imprese», ha affermato.
«Il sistema bancario italiano è stato uno dei meno colpiti dalla crisi finanziaria. Adesso tutte le banche devono affrontare i loro problemi di bilancio per poter soddisfare i requisiti di Basilea III, ma devono anche continuare a finanziare l'economia reale», ha detto ancora Almunia.

«LA CRISI E' ALLE SPALLE» - Parlando in generale del sistema bancario europeo, il Commissario Ue ha poi sottolineato come il peggio della crisi sia alle spalle. «La cosa più importante è che il peggio è alle spalle e che anche se le difficoltà rimangono si sta andando verso la normalità», ha affermato, aggiungendo che non siamo però ancora al punto di poter tornare alle regole pre-crisi. «Purtroppo - ha detto - ancora non possiamo dire che da domani possiamo fare a meno dell'attuale regime straordinario».

STRESS TEST - Almunia ha inoltre sottolineato l'importanza degli stress test effettuati sulle maggiori banche europee. «Penso che l'esercizio degli stress test è stato un esercizio di successo, perché ha riprodotto fedelmente la situazione del sistema bancario in Europa. La reazione pi importante è stata quella del mercato, che è stata positiva». Ora, ha continuato, l'Ue deve migliorare l'efficienza del controllo sui mercati finanziari per evitare il ripetersi delle condizioni che hanno portato alla crisi e bisogna discutere su come adeguare un regime temporaneo eccezionale alle esigenze operative delle banche, per «evitare che si alzino barriere nel mercato e che ci sia una distorsione della concorrenza tra le banche che hanno avuto aiuti e chi non li ha avuti».