20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Autostrade

Aumento pedaggi, la parola al Consiglio di Stato

Intanto si pagano le maggiorazioni ed è caos ai caselli

ROMA - Il Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi oggi sui pedaggi autostradali e sul ricorso del Governo contro il Tar, che ha sospeso gli aumenti decisi dall'esecutivo.

Intanto è caos ai caselli. Il Tar del Lazio ha deciso giovedì la sospensione del decreto che aumentava i prezzi, ma i pendolari ancora pagano la maggiorazione. I gestori delle infrastrutture (Anas e Autostrade) hanno spiegato che l'ordinanza è applicabile solo dopo la notifica (come specifica l'atto), cioè solo dopo che ne sia arrivata copia alle parti, cosa ancora di fatto non avvenuta. La presidenza del Consiglio dei Ministri, però, venerdì scorso ha già presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar. Insomma la notifica sarebbe necessaria quando si tratta di riabbassare i pedaggi, ma non per fare ricorso... Nel frattempo, nei giorni 'infuocati' delle partenze per l'esodo estivo, milioni di cittadini continuano a pagare ai caselli. Secondo l'avvocato Gino Giuliano, che ha seguito la vicenda per il Codacons, la notifica non era necessaria perchè «l'ordinanza del Tar è immediatamente esecutiva e ha già annullato di fatto il decreto del governo: si tratta di una decisione cautelare, quindi il Tar ha sospeso immediatamente i rialzi ai pedaggi, che in questo modo non hanno più copertura giuridica. E' un dato assolutamente inconfutabile».

I caselli nei quali era prevista la maggiorazione, e che invece per il Tar devono tornare ai 'vecchi' prezzi, sono Roma Nord, Fiano Romano, Roma Est, Lunghezza, Settecamini, Ponte di Nona, Roma Sud, Roma Ovest, Maccarese Fregene, Nocera, Cava de Tirreni, San Gregorio, Buonfornello, Mercato S. Severino, Avellino Est, Firenze-Certosa, Valdichiana, Ferrara Sud, Benevento, Falchera, Bruere, Settimo Torinese, San Benedetto del Tronto, Chieti-Pescara, Pescara Ovest Chieti, Lisert sulla A4.