12 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Rapporto della banca centrale

BCE, nuova stretta credito a imprese e famiglie

Nel II trimestre del 2010 «le ricadute negative della crisi sui titoli di Stato sembrano aver indebolito la capacità delle banche di reperire finanziamenti»

FRANCOFORTE - Le tensioni di mercato dei mesi scorsi hanno compromesso e invertito il percorso di attenuazione delle restrizioni sul credito bancario nell'area euro, che sono tornate a inasprirsi a carico delle imprese, mentre non si sono ridotte sulle famiglie durante il secondo trimestre del 2010. Lo rileva la Banca centrale europea nel suo monitoraggio periodico del settore, la Bank Lending Survey, in questo caso relativa alla fase in cui si è assistito al picco di tensioni innescate dalla crisi di bilancio in Grecia, tra maggio e giugno. Sulle imprese si prevedono ulteriori lievi inasprimenti della stretta creditizia nel terzo trimestre, laddove sulle famiglie sono attese attenuazioni; e possibili segnali positivi derivano dal fatto che la stessa indagine rileva un rafforzamento generale della domanda di credito, laddove durante la recessione e nei mesi successivi aveva subito indebolimenti.

Secondo la Bce «le ricadute negative della crisi sui titoli di Stato sembrano aver indebolito la capacità delle banche di reperire finanziamenti». In questo quadro le banche hanno reagito inasprendo a loro volta i criteri di concessione di prestiti a aziende e consumatori. La Bce effettua queste misurazioni sulla base della percentuale di banche che nell'indagine riferiscono di inasprimenti sui criteri di erogazione di credito, e la percentuale di quelle che, all'opposto, riferiscono di attenuazioni. Ove prevalga la prima quota, quella restrittiva, riporta un «inasprimento netto» sull'erogazione di credito. Inoltre fornisce un quadro previsionale sul trimestre successivo in base alle attese comunicate dalle stesse banche.

IMPRESE - Ebbene, guardando al credito bancario verso le imprese nel secondo trimestre si è assistito a un incremento dell'inasprimento netto all'11 per cento, riporta la Bce, contro il 3 per cento cui si era calati nei tre mesi precedenti, e laddove la precedente indagine segnalava che in media le banche prevedevano una sostanziale stabilità del quadro, tanto che questa voce era attesta al 2 per cento. Inoltre adesso le banche prevedono di impartire ulteriori strette sui criteri di erogazione di prestiti alle imprese, tanto l'indagine stima un aumento da altri 5 punti dell'inasprimento netto sul terzo trimestre.

FAMIGLIE - Guardando al credito bancario alle famiglie, nel secondo trimestre la quota di «inasprimento netto» è rimasta invariata al 10 per cento sui mutui, e al 12 per cento sui prestiti al consumo, riporta ancora l'Eurotower, laddove nell'indagine precedente si prevedeva che in entrambi i casi calasse al 2 per cento. Qui tuttavia è previsto una moderazione di questa voce durante il terzo trimestre, rispettivamente di 3 punti si mutui e di 6 punti sul credito al consumo. Inoltre in generale la Bce rileva un graduale miglioramento della domanda di prestiti durante il secondo trimestre, con valori leggermente negativi solo dal lato delle imprese.