31 agosto 2025
Aggiornato 00:00
Rapporto sulle economie regionali

Bankitalia: calano i consumi delle famiglie

Giù la spesa per il mangiare e per la casa. Il calo è più marcato al Sud. Anche le rate non tirano più

ROMA - Calano i consumi delle famiglie italiane, che, soprattutto al Sud, spendono di meno anche per mangiare e per la casa. E non 'tirano' più neanche gli acquisti a rate, fino a poco tempo fa molto richiesti dagli italiani. Nel 2009, secondo quanto rileva il rapporto della Banca d'Italia sulle economie regionali, la spesa per alimentari è calata in media, a livello nazionale del 2,9%, registrando una diminuzione più forte nel Mezzogiorno (-3,9%) e al centro (-4,1%), contro un calo del Nord dell'1,9%.

DATI - Nel 2009 (su dati Istat) la spesa media mensile delle famiglie italiane è diminuita attestandosi a 2.442 euro (pari a 2.768 euro al Nord e 2.523 al Centro e 1.898 al Sud), in calo dell'1,7% rispetto all'anno precedente. La flessione più marcata si è registrata nel Mezzogiorno (-2,7%), rispetto al Nord (-1,5%) e al Centro (-1,4%).
I consumi non alimentari, che coprono oltre i quattro quinti della spesa complessiva al Centro Nord e circa i tre quarti nel Mezzogiorno, sono diminuiti dell'1,4% nel Nord, come nella media nazionale, e dello 0,8 al Centro; nel Mezzogiorno il calo è stato più pronunciato (-2,2 per cento). La spesa in beni alimentari è diminuita soprattutto nel Mezzogiorno (-3,9 per cento) e al Centro (-4,1); nel Nord la riduzione è stata dell'1,9 per cento (-2,9 nella media nazionale). Tra i principali voci di spesa, quella per l'abitazione è aumentata più della media nazionale al Centro (5,7 per cento) e nel Mezzogiorno (4,1) e meno nel Nord (0,7); quella nei trasporti è calata in tutte le ripartizioni, soprattutto al Centro (-8,9 per cento) e nel Mezzogiorno (-7,5), a fronte di una diminuzione del 2,7 per cento nel Nord.

CREDITO AL CONSUMO - Sul fronte del credito al consumo, al dinamica risulta «particolarmente negativa» per quanto riguarda il secondo semestre dell'anno scorso e si conferma «debole» nella prima metà del 2010. Nel 2009 il tasso di crescita è sceso dal 4,6% dall'8,2 nel 2008. Al contrario nella prima metà del 2010 dovrebbero riprendere le domande di mutui per le abitazioni dopo il calo del 2009. La crisi e il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro l'anno scorso hanno ridotto «sensibilmente» la richiesta di prestiti per le abitazioni nel 2009. Il flusso si è ridotto in tutte le aree, più intensamente nel Mezzogiorno (-17,2%, -9% in Italia). La quota di prestiti a tasso variabile ha superato l'80% nel Nord Est, mentre è rimasta inferiore al 70% nel Mezzogiorno.