12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Dati inail 2009

In Italia calano le morti sul lavoro

Decessi al minimo storico: scesi del 6,3% in un anno. Gli infortuni calano del 9,7%, flessione più significativa dal 1993

ROMA - Nel 2009 calano nuovamente i morti sul lavoro, ma le vittime sono ancora oltre quota mille. L'anno scorso - secondo il bilancio delle denunce arrivate all'Inail - tra gli incidenti sul lavoro i casi mortali sono stati 1.050, con una flessione del 6,3% (ovvero 70 decessi in meno). In forte diminuzione, invece, il numero complessivo degli infortuni sul lavoro: nel 2009 sono stati 790mila, con un calo del 9,7% rispetto all'anno prima (85mila in meno). Si tratta, sottolinea l'Inail, della diminuzione più significativa dal 1993.

La riduzione maggiore ha interessato gli infortuni «in occasione di lavoro», quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attività lavorative: il numero delle denunce è calato del 10,2%, contro una flessione del 6,1% per gli infortuni in itinere (avvenuti durante il tragitto casa-lavoro). Analoga, anche se in misura meno sostenuta, la diminuzione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono passati dagli 829 del 2008 ai 767 del 2009 (-7,5%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%).
Tra gli infortuni mortali in occasione di lavoro, sottolinea l'Inail, «di particolare importanza è il numero di quelli successi sulla strada a lavoratori che operano in questo ambito (autotrasportatori, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale), scesi dai 338 casi del 2008 ai 303 del 2009 (-10,4%)».

«È dal 1993 - afferma il presidente dell'Inail, Marco Sartori - quando ci fu un calo dell'11,7% degli incidenti, che nell'andamento complessivo degli infortuni non si registrava una flessione di questo livello. Nel 2008, anno pure molto positivo, la riduzione si era attestata invece intorno al 4,1%». In questo contesto, «di per sè significativo, è importante sottolineare come parte sensibile della riduzione abbia riguardato gli infortuni relativi all'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa: 79.064 casi in meno è un numero davvero rilevante».
Per la diminuzione «più contenuta dei casi mortali, diminuzione pur rilevante - aggiunge Sartori - è un ambito dove il margine di contenimento di per sè è minore, trattandosi di cifre già sensibilmente ridotte nel corso di questi ultimi anni: basti pensare che, nel 2001, i decessi erano stati 1.546».

Nel 2009 gli infortuni sul lavoro diminuiscono molto più per gli uomini che per le donne. Lo rileva l'Inail in base alle denunce presentate, che l'anno scorso mostrano un calo complessivo degli incidenti del 9,7%. La flessione degli infortuni non è però stata uniforme, ma molto più accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%). Diversa la situazione per i casi mortali, con una riduzione del 14% per la componente femminile (74 lavoratrici morte rispetto alle 86 del 2008), a fronte del 5,6% relativo agli uomini (dai 1.034 morti del 2008 ai 976 del 2009). Per le donne, tuttavia, il 60% delle morti si è verificato in itinere. Tra i diversi settori produttivi, la diminuzione degli infortuni è stata molto più sostenuta nell'industria (-18,8%) che nei servizi (-3,4%) o nell'agricoltura (-1,4%). Il calo più significativo è nel comparto manifatturiero (-24,1%) e nelle costruzioni (-16,2%), mentre per i servizi riduzioni rilevanti sono nei trasporti (-12,5%) e nel commercio (-9,1%). Per i casi mortali, nel 2009 c'è una riduzione sensibile nell'industria (-7,9%) e nei servizi (-6%), mentre in agricoltura c'è una sostanziale stabilità. L'analisi territoriale mostra che la flessione degli infortuni ha interessato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel Nord-est (-12,8%) e nel Nord-ovest (-9,3%). Cali più moderati invece al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%). I casi mortali sono diminuiti in particolar modo nel Nord-est (62 decessi in meno, -21,9%) e nel Nord-ovest (-6,2%). Molto più contenuto il calo nel Mezzogiorno (-1,7%). In controtendenza il Centro, con un aumento del 7,9% delle vittime dovuto soprattutto a una crescita dei decessi nel Lazio.

Nel 2009 poi - evidenzia l'Inail - per la prima volta c'è stata una flessione degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143mila casi del 2008 ai 119mila del 2009 (-17%). Anche in questo caso la flessione ha interessato soprattutto la componente maschile (-20,3%) rispetto a quella femminile (-4,9%). I casi mortali sono diminuiti di 39 unità passando da 189 a 150. Il calo c'è stato maggiormente nell'industria, «in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta». Romeni, marocchini e albanesi sono, nell'ordine, le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano poi i casi mortali, la percentuale supera il 50%: un morto di origine straniera su due proviene da una delle tre comunità. «È la prima volta nell'ultimo decennio - sostiene il presidente dell'Inail, Marco Sartori - da quando cioè il fenomeno ha assunto una rilevanza statistica, che c'è stata una flessione degli infortuni tra i lavoratori stranieri, sempre più presenti nel mercato del lavoro italiano. Il calo è da attribuire in parte alla riduzione complessiva delle opportunità di lavoro - spiega - che ha interessato tutta la popolazione del Paese, e dunque anche gli stranieri, colpiti peraltro da livelli di precarietà superiori agli italiani, ma in parte anche consistente al miglioramento delle loro condizioni per quanto riguarda prevenzione e sicurezza».