BCE: ripresa? Moderata, discontinua e incerta
Risanamento dei conti: «come minimo» i paesi rispettino i piani presi con l'UE
FRANCOFORTE - La ripresa economica è destinata a proseguire nell'area euro, ma con una crescita a ritmi «moderati», una dinamica «discontinua» e «un elevato grado di incertezza», afferma la Banca centrale europea. Questo in un contesto dell'economia mondiale che a sua volta tende alla moderazione, ma mantiene comunque livelli di crescita «robusti». Nel frattempo sempre nell'area euro la dinamica dell'inflazione appare sotto controllo, e il Consiglio direttivo della Bce «si attende che la stabilità dei prezzi sia preservata». Per questo la scorsa settimana si è deciso di confermare ancora una volta i tassi di interesse al minimo storico dell'1 per cento: livello che «resta adeguato», recita l'ultimo bollettino mensile dell'istituzione.
CONTI PUBBLICI - L'Eurotower lancia invece nuove esortazioni ai governi sulla necessità di risanare i conti pubblici e contestualmente procedere a riforme strutturali «di ampia portata» sull'economia. «Occorre chiaramente porre in primo piano la necessità di assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Come minimo - dice la Bce - tutti i paesi dell'area dell'euro devono rispettare i propri piani di risanamento nei termini previsti dalle rispettive procedure per i disavanzi eccessivi». E se questi non bastassero a garantire l'arresto della crescita del rapporto debito-Pil potrebbero servire traguardi «più ambiziosi, che una serie di paesi ha già fissato». Inoltre, per consentire l'adeguato funzionamento dell'area e rafforzare le prospettive di crescita «è essenziale perseguire riforme strutturali di ampia portata».
EURO - Tornando alle prospettive di ripresa dell'area euro, secondo la Bce il quadro è «sostanzialmente bilanciato» tra possibilità di miglioramento e rischi, all'opposto, di indebolimento. «Per quanto riguarda i rischi al rialzo, l'economia mondiale e il commercio con l'estero potrebbero registrare una ripresa più marcata del previsto, stimolando ulteriormente le esportazioni dell'area dell'euro». All'opposto «in termini di rischi al ribasso, persistono i timori di rinnovate tensioni nei mercati finanziari suscettibili di esercitare ulteriori effetti avversi sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia. Inoltre - conclude la Bce - potrebbero incidere verso il basso interazioni negative più intense o prolungate delle precedenti attese fra l'economia reale e il settore finanziario, nuovi rincari del petrolio e di altre materie prime, spinte protezionistiche, nonché la possibilità di una correzione disordinata degli squilibri internazionali».
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