12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Economia

Manovra, oggi nuovi emendamenti

Retromarcia sui 40 anni di contributi per la pensione. Sacconi prima ne parla, poi: «è stato un refuso»

ROMA - Sono attesi per oggi i nuovi emendamenti del relatore alla manovra, Antonio Azzollini. Tra i temi sul tavolo: le modifiche alle norme sui magistrati annunciate dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e la retromarcia sulla cancellazione del requisito dei 40 anni di contributi per andare in pensione.

La notizia era giunta nel pomeriggio di ieri: secondo un emendamento di Azzollini dal 2016 per andare in pensione non sarebbero più bastati 40 anni di contributi. Secondo la proposta per quella data tutti i requisiti di pensionamento, sia anagrafici sia contributivi, dovrebbero essere aggiornati, ogni tre anni, sulla base dell'incremento della speranza di vita calcolata dall'Istat. Sul piede di guerra subito i sindacati che hanno parlato di «pura follia».

Ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima ha detto «valuteremo» parlando a Sky Tg economia; poco dopo si è presentato in Senato e ha annunciato: «E' stato un refuso: non era intenzione né mia né di Tremonti né di Azzollini. Sarà cancellato. Ne ho parlato con Azzollini e conveniamo che assolutamente è stato per tutti e due, me e Tremonti, un refuso che non corrisponde all'intenzione del governo».

Qualcuno dunque deve aver protestato, a parte i sindacati. Comunque l'adeguamento dell'età di uscita dal lavoro alla vita media era prevista già dalla manovra estiva dello scorso anno (decreto 78 del 2009) che la faceva partire dal 2015 e non esplicitava che potesse coinvolgere anche il totale contributivo. In realtà, però, già la cosiddetta 'finestra mobile' prevista nella manovra di quest'anno allontana la pensione per coloro che hanno maturato i 40 anni di contributi.
Le nuove decorrenze per l'uscita dal lavoro si applicano infatti anche a questi lavoratori i quali dovranno attendere 12 mesi (se dipendenti) o 18 mesi (se autonomi) per l'uscita effettiva.