19 ottobre 2019
Aggiornato 14:30
Schifani: «Dibattito sarà ampio»

Manova, una valanga di emendamenti

Più di 1.200 sono della maggioranza. Presentate 2.250 proposte di modifica al testo in commissione Bilancio, 1.116 sono del Pdl (90 dei finiani)

ROMA - Torna l'assalto alla diligenza sulla manovra economica. I senatori hanno presentato una vera e propria valanga di emendamenti (2.550) in commissione Bilancio del Senato e quasi la metà, cioè 1.205, arrivano dalla maggioranza. Tanto che Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Madama, mettono le mani avanti e annunciano l'istituzione di un comitato interno del gruppo che avrà il compito di filtrare le proposte.

2.550 EMENDAMENTI - Dunque, dei 2.550 emendamenti depositati: 1.116 arrivano dal Pdl, 89 dalla Lega, 823 dal Pd, 293 dall'Udc, 149 dall'Idv e 80 dal misto. Nessuna proposta per ora da relatore e governo che, tuttavia, possono presentarne in qualunque momento. A questo si aggiunge il pressing di Regioni e Comuni per chiedere che i sacrifici vengano «più equamente» suddivisi tra lo Stato centrale e le autonomie.
L'esame comincerà martedì della prossima settimana con le repliche di relatore e governo e con le dichiarazioni di inammissibilità che presumibilmente sfoltiranno e non di poco gli emendamenti presentati. Tempo per l'esame ce n'è poiché l'approdo in Aula è calendarizzato per il primo luglio.

IL PACCHETTO DEI FINIANI - Tra le misure proposte dai senatori, spicca un pacchetto di circa 90 proposte di modifica dei 'finiani': si va da maggiori risorse alla sicurezza a tagli Irpef e riduzione Irap per le pmi, 300 mln per Roma (oltre ai fondi già stanziati dal governo) e novità per le fondazioni. Si chiede inoltre l'accorpamento di Simest, Sace e Ice in un unico ente. Tra questi anche la 'contromanovra' del presidente della commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri, primo firmatario di 14 emendamenti, insieme ad altri 14 senatori: si cancella la norma che alza la soglia di invalidità per ottenere l'assegno; alle famiglie arrivano fino a mille euro per ogni membro privo di reddito. La Lega invece punta ad un meccanismo per indurre i falsi invalidi ad autodenunciarsi. Il senatore del Pdl, Salvo Fleres, invece propone la semplice denuncia di inizio attività per trasformare in veranda le terrazze e i balconi e la vendita di caramelle e bon bon accanto ai giornali nelle edicole.

LE PROPOSTE DEL PD - Sostegno alle famiglie, allo sviluppo, alle piccole e medie imprese e una boccata d'ossigeno per gli enti locali. Sono questi i punti sui quali incidono le circa ottocento proposte di modifica del Pd alla manovra, alle quali si aggiungono 18 ordini del giorno. «La logica dei nostri emendamenti - sottolinea il senatore Paolo Giaretta - è quella di dire che almeno una parte dell'esito della lotta all'evasione fiscale vada restituita ai contribuenti onesti». «Per le imprese - dice ancora Giaretta - proponiamo l'innalzamento delle aliquote di esenzione Irap e il rafforzamento del «forfettone». Sul fisco: una sovratassa (di due punti percentuali) sui capitali che rientrano con lo scudo fiscale per finanziare un allentamento del patto di stabilità per i comuni che investono. La manovra va resa più equilibrata tra lo Stato periferico». C'è poi un pacchetto di liberalizzazioni a favore del consumatore nei settori di «carburanti, banche, assicurazioni e farmacie». Infine sul fronte dello sviluppo «un forte incentivo al lavoro femminile, incentivi automatici per le aziende che fanno ricerca, sostegno alla green economy; riproposizione bonus 55% per case ecologiche, eliminazione della norma sui certificati verdi».