Wall Street in picchiata
Il Dow Jones cede più di 300 punti -3,21%. Nasdaq -3,5%, S&P 500 -3,4%
NEW YORK - Crollano i listini nell'ultima giornata di contrattazioni della settimana. Dati deludenti dal mercato del lavoro americano e la paura per il debito europeo affossano Wall Street. A maggio gli Stati Uniti hanno creato meno posti di lavoro del previsto, e gran parte della crescita riguarda assunzioni temporanee relative al censimento del governo. A questo si aggiungono nuovi timori di default in Europa, questa volta ad essere troppo alto è il debito dell'Ungheria. L'allarme del paese: rischiamo uno crisi simile a quelle della Grecia. L'euro precipita, scende sotto 1,2 dollari, il punto più basso degli ultimi 4 anni.
Quando manca circa un'ora alla fine dalla seduta, il Dow Jones perde 328,81 punti, il 3,21%, a 9.926,46 punti, mentre il Nasdaq cede 80,65 punti, il 3,5%, a 2.222,38 punti. Lo S&P 500 scivola di 37,45 punti, il 3,4%, a 1.065,38 punti.
I più penalizzati sono i titolo bancari, con JP Morgan che perde il 2,3% e Bank of America il 2 per cento. Goldman Sachs cede lo 0,66%, Citigroup il 3,91%, Wells Fargo il 2,81%, Morgan Stanley il 2,5 per cento.
In forte ribasso anche le materie prime, soprattutto il petrolio, che perde il 4,1%, il ribasso peggiore dal 4 febbraio. I future sul greggio con scadenza a luglio si attestano a 71,51 dollari, in calo di 3,1 dollari rispetto alla chiusura di ieri.
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