Il rischio default contagia l'Ungheria
L'allarme lanciato dagli esponenti del partito di maggioranza: «Lo stato dell'economia è grave»
BUDAPEST - Mercati ungheresi a picco dopo gli allarmi lanciati dagli uomini forti della Fidesz, il partito che esprime il nuovo governo di centro destra, sullo stato dell'economia del paese. Ma il governo corregge il tiro, e si dichiara pronto ad agire in una situazione che giudica «grave». In 24 ore il fiorino ha perso il 5,5% del suo valore a 287 per euro da 272, mentre la borsa di Budapest, dopo lasciato ieri sul terreno l'uno per cento, a metà seduta oggi perdeva il 3,14%, a fronte di un rialzo delle altre borse della regione.
Il portavoce del premier Viktor Orban ha detto che la situazione economica è «grave», ma il nuovo governo, insediato una settimana fa, è pronto ad evitare una crisi sul modello greco. Il portavoce Peter Szijjarto ha spiegato che una commissione d'inchiesta sullo stato dell'economia pubblicherà l'esito del suo lavoro nel weekend, entro 72 ore il governo presenterà un piano d'azione e, nonostante la crisi, l'esecutivo vuole mantenere la sua promessa elettorale di tagliare le tasse, ha aggiunto. Dall'autunno 2008 l'Ungheria ha ricevuto 20 miliardi di euro di aiuti dal Fondo monetario internazionale, dall'Unione europea e dalla Banca centrale europea.
Mihaly Varga, sottosegretario del premier ed esperto economico della Fidesz, ha annunciato che il deficit potrebbe arrivare al 7,5% del Pil nel 2010, mentre il governo precedente, in accordo con il Fmi, prevedeva solo un 3,8%. Secondo il vicepresidente del partito Lajos Kosa la situazione dell'economia ungherese è «talmente critica che è comparabile a quella della Grecia» e il «fallimento dello Stato» è «vicino».
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