Sacconi: regole per superare la concorrenza sleale
Il Ministro del Welfare: «Garantire il reciproco rispetto della proprietà intellettuale»
PECHINO - La collaborazione tra Italia e Cina ha bisogno di «specifiche regolazioni: superare le barriere tariffarie, le reciproche contestazioni sui profili di concorrenza sleale». Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso del forum economico Italia-Cina.
«Superare insomma le barriere di carattere regolatorio - ha proseguito - e garantire il reciproco rispetto della proprietà intellettuale, che merita completa tutela». Secondo il responsabile del Welfare «si tratta non solo di proseguire nella tradizionale collaborazione economica, ma accompagnarla anche con uno specifico impegno delle nostre capacità produttive con i bisogni emergenti della sostenibilità ambientale e sociale e l'efficienza energetica».
L'Italia, ha ricordato Sacconi, «ha vissuto un'analoga trasformazione nei decenni successi alla seconda guerra mondiale. E' riuscita a mantenere una robusta coesione sociale che si avvicina molto all'armonia di questa meravigliosa cultura di questo popolo».
Oggi, ha aggiunto, «l'Italia è impegnata in una significativa trasformazione nel rapporto tra Stato, mercato e la stessa società. Un impegno per ridurre il peso dello Stato e liberare di più la capacità della nostra economia e società. I temi della collaborazione tra Italia e Cina devono essere quelli della complementarietà e reciprocità. Siamo venuti qui - ha concluso - per accompagnare le nostre imprese che investono, ma anche per attrarre investimenti cinesi nel nostro paese. Reciprocità anche nei flussi turistici che possono crescere nei prossimi anni con progressione geometrica».
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