19 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Relazione annuale Bankitalia

Berlusconi: Draghi riconosce l'azione del Governo

Apprezzamento del Premier per la relazione del Governatore. Bersani: «Bankitalia preoccupata, mancano riforme». Tace la Lega

ROMA - Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, definisce «tempestive e inevitabili» le misure contenute nella manovra appena varata, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, apprezza: «E' un riconoscimento all'azione di governo». Non la pensa così il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, che mette l'accento sulle parole «preoccupate» del numero uno di via Nazionale su ripresa e riforme.

BERLUSCONI - Il premier, oggi ad Arcore, commenta con una nota le considerazioni finali del Governatore. Oltre ad aver «apprezzato» il «riconoscimento» dato «all'azione di Governo in termini di riduzione della spesa e lotta all'evasione fiscale, al fine del contenimento del deficit di bilancio», Berlusconi fa riferimento anche alla parte della relazione in cui Draghi ammonisce l'esecutivo a fare riforme strutturali e a stimolare la crescita. «E' dall'inizio della legislatura - garantisce il Cavaliere - che il Governo ha fatto propria la sfida lanciata dal Governatore per coniugare, attraverso riforme strutturali, risanamento dei conti e ritorno alla crescita. Un impegno che intendiamo proseguire, sostenuti anche dallo stimolo della Banca d'Italia. Concordo con Draghi: il Paese ha forze sane e sufficienti per vincere la sfida».

PDL - Un concetto, quello espresso dal premier, che si ritrova nei commenti di tutti gli esponenti del Pdl, come per esempio i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. «Ha dato solide motivazioni alla manovra del governo» dice il primo, «conferma che erano le uniche misure possibili» fa eco il secondo. Tace, invece la Lega, da cui non arriva alcun tipo di commento alle parole di Draghi.

BERSANI - Diversa la lettura del Pd che, con Bersani, sottolinea come dalla relazione vengano fuori «parole preoccupate e veritiere sulla situazione italiana» che ha bisogno di crescita e riforme mentre la manovra «al di là della sua inevitabilità» emerge «come contraria alla ripresa, inconsistente dal lato delle riforme e aleatoria dal punto di vista delle prospettive di controllo della spesa». Mentre il leader centrista Pier Ferdinando Casini evidenzia la totale «sintonia con il governatore», l'Idv con il capogruppo alla Camera Massimo Domani, sottolinea soprattutto l'opportunità dell'allarme su «corruzione e evasione».