Berlusconi: ma quale lacrime e sangue
Pd: «E' contro i deboli». L'Udc lancia un patto bipartisan maggioranza-oppizione. Bossi: «Troveremo l'equilibrio»
ROMA - Ma quale 'lacrime e sangue', la manovra che il governo si appresta a varare eviterà ogni tentazione di 'macelleria sociale' e punterà a combattere gli sprechi. Il premier Silvio Berlusconi chiarisce, in un messaggio ai Promotori della libertà, la linea che l'esecutivo intende seguire per contrastare la crisi economica. Parole che non convincono però il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, allarmato per lo spettro di una manovra punitiva per i ceti medio-bassi. Da Todi, intanto, l'Udc lancia una proposta: maggioranza e opposizione diano vita a un patto per l'Italia per fronteggiare la crisi.
Il Cavaliere si scaglia innanzitutto contro «il partito dei pessimisti» che diffonde «le solite menzogne e i soliti veleni» attribuendo al governo «fantasiosi provvedimenti di 'macelleria sociale'» che non corrispondono a realtà. Niente di tutto questo, assicura il leader del Pdl, piuttosto un continuo lavoro «in stretto contatto con le parti sociali» per un provvedimento che non prevede un «aumento delle imposte». «Non verranno toccate ne la sanità, nè le pensioni, nè la scuola, nè l'università», promette Berlusconi, ma «conti pubblici in ordine» e lotta alle «spese eccessive e all'evasione fiscale».
Chi non crede agli impegni del presidente del Consiglio è Bersani. Nella manovra non c'è niente di «strutturale», si va nella direzione di colpire come al solito «i ceti medio-bassi» e si ripropone un «mega-condono» mentre si promette lotta all'evasione fiscale. Un condono, è la denuncia dei democratici, che rappresenta una «norma criminogena». E proprio questo provvedimento viene contestato anche dall'Idv, per bocca di Leoluca Orlando: «Il lupo Berlusconi insieme al suo branco mortifica la cultura della legalità».
A frenare sui contenuti della manovra è invece il leader della Lega Umberto Bossi, che rileva: «Non bisogna subito spararsi in testa, bisogna aspettare. Ci incontreremo sia con Tremonti sia con Berlusconi perchè sulle cose non è che ci sia ancora chiarezza. Tremonti mi aveva parlato, però bisogna mettere di mezzo anche Berlusconi», sostiene il senatùr, dicendosi convinto che alla fine si troverà «un equilibrio».
Di fronte alla crisi, intanto, l'Udc rinnova la disponibilità a un accordo che coinvolga maggioranza e opposizione: «Serve un patto per l'Italia tra maggioranza e opposizione - è l'appello di Pier Ferdinando Casini - perché il Paese va a rotoli. Serve un patto contro la crisi e per le riforme». Proposta «condivisa» dal coordinatore del Pdl Sandro Bondi, non però dall'Idv che taglia corto: «Si può discutere responsabilmente di riforme e manovra in Parlamento senza ricorrere ad accordi particolari».
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