12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Dati ISTAT

I prezzi si scaldano ad aprile: +1,5%

Si tratta del maggior incremento tendenziale dal febbraio dello scorso anno. Su base mensile +0,4%. Inflazione acquisita per il 2010 a +1,2%

ROMA - Vola l'inflazione nel mese di aprile. I prezzi al consumo sono aumentati dell'1,5% su base annua attestandosi ai massimi dal febbraio del 2009 (+1,6%), dopo l'1,4% di marzo. Nel confronto mensile, invece, l'inflazione è cresciuta dello 0,4%. Lo comunica l'Istat che ha diffuso la stima provvisoria sulla dinamica dei prezzi al consumo di aprile. L'inflazione acquisita per il 2010 è pari a +1,2%. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) sale ad aprile dello 0,9% su base mensile e dell'1,6% su base annua (record da dicembre 2008).

PESA L'ENERGIA - L'aumento dei prezzi registrato ad aprile, spiega l'Istat, risente in particolare della corsa dei beni e prodotti energetici. Il comparto energetico, infatti, ha registrato un aumento dei prezzi dell'1,5% su base mensile e del 4,9% su base annua (in forte accelerazione dal 2,5% registrato a marzo). Corrono in particolare i prezzi del comparto non regolamentato (sostanzialmente i carburanti), che ad aprile sono cresciuti del 2,1% congiunturale e del 15% tendenziale. La benzina verde registra un incremento del 2,7% rispetto a marzo e del 16,7% rispetto ad aprile 2009. Andamento simile per il gasolio, cresciuto del 2,2% congiunturale e del 15,9% tendenziale.

FEDERCONSUMATORI: «+450 EURO A FAMIGLIA» - Continua a registrare una grave crescita il tasso di inflazione che si attesta, ad aprile al +1,5% su base annua.
Un dato che, come abbiamo già affermato in più occasioni, appare del tutto in contrasto con le più ovvie regole di mercato. r> Non accenna ad arrestarsi, infatti, la contrazione dei consumi, che, nel 2009, per le famiglie a reddito fisso si è attestata circa il -3% (con una riduzione della spesa di oltre 20 miliardi di Euro) e secondo le proiezioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in assenza di un’inversione di tendenza capace di rilanciare realmente la domanda interna, nel 2010, è prevedibile un’ulteriore caduta dei consumi delle famiglie a reddito fisso pari a -1,5%, con una riduzione di spesa di oltre 10 miliardi di Euro. Di fronte a tale situazione, come possono crescere i prezzi?
Tutto ciò è gravissimo, dal momento che avrà pesanti ricadute, non solo sul benessere delle famiglie, che, con un tasso di inflazione all’1,5% su base annua, dovranno far fronte a maggiori spese di 450 Euro annui, ma anche sull’intera economia del nostro Paese che, di questo passo, rischia di registrare a fine anno un PIL vicino allo zero %.
«Per questo è urgente che, chi ha responsabilità di Governo, si decida ad intervenire al più presto, con manovre per rilanciare la domanda interna e con seri provvedimenti per bloccare le intollerabili speculazioni in atto, non solo nel settore dei carburanti» – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Ad incidere fortemente sulla crescita dei prezzi, infatti, è anche la continua corsa al rialzo dei costi dei carburanti, che, come denunciamo da tempo, troppo spesso, è ingiustificata.

CODACONS: «NON SIAMO IN UN LIBERO MERCATO!» - Per il Codacons l’aumento dei prezzi di aprile dipende in particolare dalla corsa dei prezzi dei carburanti, ormai inarrestabili: benzina verde +2,7% rispetto a marzo e +16,7% rispetto ad aprile 2009, gasolio +2,2% congiunturale e +15,9% tendenziale.
La colpa degli effetti dei carburanti sui prezzi è da attribuire anche al ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, incapace di far fronte allo strapotere delle compagnie petrolifere. Per un anno e mezzo ha promesso misure di liberalizzazione senza però fare nulla di concreto, per poi emanare giorni fa un protocollo d’intesa insufficiente e addirittura controproducente, visto che invece di liberalizzare il settore prevede prezzi fissi per 7 giorni, facilitando così eventuali accordi collusivi tra le compagnie.r> Per questo il Codacons chiede oggi le dimissioni di Scajola e che al suo posto il premier Berlusconi nomini Brunetta. Non condivideremo magari tutto quello fa, ma almeno non si può dire che dorma.
RiRispetto al fatto che i prezzi dei beni alimentari siano scesi dello 0,1% rispetto ad un anno fa e sono rimasti stabili su base mensile, per il Codacons si tratta dell’ennesima dimostrazione che in Italia non siamo in un libero mercato. Le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari, infatti, sono letteralmente crollate. L’ultimo dato ufficiale è -1% rispetto al mese precedente e - 3,3% rispetto al 2009. Con questo trend i prezzi avrebbero dovuto precipitare e non rimanere sostanzialmente fermi. Se non è avvenuto è perché in Italia, anche nel settore del commercio, le regole sono state fatte per impedire la concorrenza e non per facilitarla: un commerciante non può aprire il suo negozio quando vuole (vedasi polemica sul I° maggio), quanto vuole (non più di 13 ore), dove vuole. Anche su questo fronte il ministro Scajola non ha fatto nulla!