«Crack Icesave», referendum in Islanda
Per decidere sul risarcimento di 5,7 miliardi di dollari a Gran Bretagna e Olanda. La data della consultazione non è ancora stata fissata
REYKJAVIK - Al termine di una seduta straordinaria, il parlamento islandese ha deciso come organizzare il referendum nazionale sul risarcimento di 5,7 miliardi di dollari a Gran Bretagna e Olanda, in seguito al fallimento della banca internet Icesave, presso la quale avevano aperto conti molti britannici e olandesi, e dopo che il presidente islandese Olafur Ragnar Grimsson si è rifiutato di firmare la legge sul rimborso dei risparmiatori.
Dopo un giorno di dibattimento, i deputati si sono accordati sul quesito da sottoporre ai 320mila islandesi, ai quali verrà chiesto se vogliono o meno ratificare la legge respinta da Grimsson. La data della consultazione popolare non è ancora stata fissata.
L'opposizione al provvedimento è enorme - Grimsson ha spiegato di aver bloccato la legge dopo aver ricevuto una petizione firmata da un quarto degli elettori islandesi. Dopo settimane di acceso dibattito il parlamento di Reykjavik a fine dicembre ha approvato una legge che prevede il pagamento di 5,7 miliardi di dollari a Gran Bretagna e Olanda a partire dal 2016 per risarcirle dei costi sostenuti con il rimborso dei correntisti della fallita banca. La decisione è stata vista come un tentativo di accelerare l'ingresso dell'Islanda nell'Unione europea, per sostenere la ripresa economica. Ma l'opposizione popolare al provvedimento è enorme.
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