21 aprile 2024
Aggiornato 22:30
Contro i «tranelli» nella stagione dei saldi

Adiconsum chiede incontro a Confcommercio e Confesercenti

«Siamo convinti che il sistema commerciale attuale sia obsoleto e richieda una completa liberalizzazione dei prezzi»

ROMA - Contro i «tranelli» nella stagione dei saldi che si apre il 2 gennaio, l'Associazione Adiconsum ha chiesto un incontro alle associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, oltre a stilare un Vademecum per i clienti bombardati da liquidazioni e saldi anticipati.

«Adiconsum - dichiara Pietro Giordano, segretario nazionale - è convinta che il sistema commerciale attuale sia obsoleto e richieda una completa liberalizzazione dei prezzi, per permettere ai commercianti di misurarsi ogni giorno dell'anno sulla loro capacità di attirare clientela sulla base di un buon rapporto qualità-prezzo dei prodotti e delle merci che vendono, senza attendere il periodo estivo e natalizio dei saldi».

Adiconsum chiede pertanto a Confcommercio e Confesercenti «di aprire un confronto, con tutte le Associazioni dei consumatori per eliminare le barriere normative vecchie di decenni sui saldi e giungere progressivamente a normative che soddisfino le esigenze dei consumatori e delle aziende commerciali», si legge nel comunicato.

Il Vademecum segnala che sul bene in saldo deve essere sempre indicato nel cartellino il prezzo d'origine, la percentuale di sconto, e il prezzo finale.
E' meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce di magazzino; inoltre, è bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa. Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituire i soldi è possibile rivolgersi alla Polizia Municipale e segnalare il caso allo sportello Adiconsum (www.adiconsum.it). Infine, il pagamento con carte di credito è permesso se il commerciante espone nella vetrina il marchio delle carte. In caso di diniego, il consumatore può segnalare il rifiuto alla società emittente la carta.